Un’inchiesta clamorosa del pubblico ministero, potrebbe aver portato alla luce un maxi caso di riciclaggio di denaro presso la banca ABN Amro: la banca non avrebbe solo violato le norme contro il white washing ma il PM sospetta che la banca stessa sia colpevole di riciclaggio di denaro.

Questa è un’inchiesta simile a quella condotta qualche anno fa nei confronti di ING, quando i vertici dell’istituto di credito vennero accusati di non aver fatto abbastanza contro il riciclaggio di denaro. I dirigenti delle banche possono ora essere perseguiti personalmente ma ci sono buone probabilità che il caso finisca con un accordo, dice NOS.

Secondo NOS, ABN potrebbe essere accusata di aver attivamente contribuito a riciclare denaro sporco, ad esempio essendo a conoscenza della provenienza di denaro illecito ma non avendo fatto nulla per fermarne il trasferimento.

L’OM ora pensa di avere prove sufficienti per sostenerlo, dice NOS: ad esempio, la banca avrebbe dovuto vedere che un modello di pagamento era sospetto, che il denaro andava a persone o aziende sospette e avrebbe dovuto segnalare i casi all’autorità.

La questione, tuttavia, è complessa: il pm deve dimostrare che i vertici della banca non avessero cognizione per sospettare ragionevolmente che presso la banca transitassero “soldi criminali”.

Per poter dimostrare la responsabilità personale degli amministratori di ABN, il Pubblico Ministero sta raccogliendo anche e-mail, testi, rapporti dal consiglio di amministrazione e verbali delle riunioni, riporta NOS. Si aspetta che la magistratura si concentri principalmente sull’ex vertice dell’azienda, non sui funzionari di grado più basso.

I dirigenti rischiano fino a 2 anni di carcere e la banca potrebbe dover pagare delle sanzioni molto pesanti.

Anche se gli esperti sentiti da NOS ipotizzano che la faccenda si concluda con una transazione tra la banca e l’erario, non è da escludere che il pm assecondi il movimento che chiede processi e carcere per i dirigenti responsabili.