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Abitare, nuove riforme sugli affitti: cosa cambia?

di Carlotta Casamassima

L’autunno di quest’anno ha portato con sè alcune novità in materia di social housing e affitti in Olanda.

Si era parlato qualche mese fa di ‘affittare sociale’ ad Amsterdam, illustrando cosa fossero huurcommissie, social housing e il sistema dei punti (WWS). Con queste premesse, il Ministero dell’Economia, che ogni anno rilascia un report, chiamato National Reform Programme, contenente risultati per l’anno corrente e prospettive dell’anno a venire per quanto riguarda l’andamento economico del paese, ha rilasciato il documento per il 2015 in cui si possono consultare le future riforme e gli andamenti di vari settori dell’economia. Tra essi è presente anche la sezione riguardante il ‘mercato immobiliare’, in cui il governo annuncia la prospettiva di “provvedere a un meccanismo market-oriented del settore immobiliare”.

Per quanto riguarda gli immobili di Amsterdam, fino ad ora il sistema a punti (WWS) ha stabilito un tetto massimo di €710,68 al mese per gli affitti che cadono nel ‘settore sociale’. Da ottobre 2015, però, è stata emanata una nuova riforma, approvata con l’intento di “assicurare che la popolarità di un’area si rifletta in parte nel prezzo di affitto delle proprietà. Ciò con l’intento di incrementare le occasioni di investimento in aree dove la domanda eccede l’offerta”. Detto in parole povere, affitti più alti per le proprietà, soprattutto quelle del centro.

Secondo il National Reform Programme, per quanto riguarda gli affitti, “Il governo permette un innalzamento dei prezzi per gli affitti superiori all’inflazione. In base agli introiti degli inquilini, il tetto massimo dell’affitto può alzarsi al di sopra dell’inflazione di 1,5%, 2% o 4%”. Sempre secondo il governo, “I confini delle categorie di reddito sono regolati annualmente. La strategia dovrebbe funzionare come incentivo per chi guadagna più di altri ad abbandonare il settore sociale, creando più spazio per chi effettivamente dovrebbe beneficiarne”.

La realtà, però, è un po’ diversa da come vuole farci credere il Ministero dell’Economia. Secondo Peter Commandeur, avvocato presso il Wijksteunpunt Wonen di Amsterdam Centrum, moltissime case stanno uscendo dal regime degli affitti controllati. Secondo lui, con la nuova riforma ci sarà un “innalzamento di 30 punti nel sistema, basato sul valore dell’immobile al momento della vendita. E’ facile che un appartamento raggiunga una soglia di più di 140 punti, ma per molti expats non ci saranno molti cambiamenti in fatto di prezzi, dato che stanno comunque già affittando nel vrije sector“.

In conclusione, le nuove riforme sugli affitti colpiranno in maggior modo le persone che usufruiscono del social housing, mentre in materia di contratti, non ci saranno molte differenze. Commandeur riferisce che “forse l’unica cosa che cambierà in materia di contratti sarà il ruolo delle huurcommissie, le quali diventeranno sempre meno qualificate nel corso del tempo”. Non sono rosee, quindi le prospettive per il futuro. “Con molte più case nel settore libero, più persone sono costrette a spendere di più. Questo significa che chi non può permettersi una casa potrebbe vedersi costretto a lasciare Amsterdam”.

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