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La ‘bakfiets generatie’ sta cambiando le città olandesi

Giovani professionisti con prole, ovvero bakfiets generatie; questo  sarebbe il  profilo dei ‘nuovi amsterdammers’ ovvero di coloro che in massa hanno eletto, negli ultimi 20 anni, la capitale a propria dimora. Secondo uno studio del Planbureau voor de Leefomgeving citato dal Parool, il trend è un’inversione di marcia rispetto agli anni ’70 ed ’80 quando gli ‘young professionals’ sceglievano invece la quiete dei quartieri periferici. Oggi, la nuova classe media, composta da piccoli nuclei familiari con un grado di istruzione medio-alto e disponibilità economica preferisce, rispetto a prima, spendere soldi per abitazioni più costose in città che consentono di ridurre tempi e costi del trasporto.

Le città olandesi, insomma, si starebbero modellando sulle necessità degli ‘Yupps’ (Young Urban Professional Parents) una tendenza che a detta dei ricercatori, continuerà anche nei prossimi anni.

Ma il rovescio della medaglia di questo trend è che il profilo sociale dei nuovi abitanti, e le richieste di più alloggi sul mercato, sta erodendo gli equilibri tra alti e bassi redditi a vantaggio dei primi: ad Amsterdam, la ripresa del mercato immobiliare e l’accordo di coalizione che prevede una diminuzione dell’enorme stock sociale, sta riducendo l’accesibilità agli alloggi sociali, già gravemente compromessa da liste d’attesa che possono superare i 13 anni. Secondo  Peter Boelhouwe, docente all’università di Delft, sentito sempre dal Parool, il declino dell’affitto sociale nella capitale è drastico ed evidente: dai 13000 appartamenti affittati nel settore controllato nel 2002 si è scesi agli appena 6000 del 2014. Secondo l’accademico, la vendita cosi rapida degli immobili pubblici da parte delle woning corporatie non era una scelta obbligata e dal canto suo, l’assessore SP alla casa Laurens Ivens, pur essendo sensibile alla questione, non avrebbe fatto quanto potuto.

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