Le cooperative edilizie chiedono che il gabinetto introduca la riduzione una tantum dell’affitto per i redditi minimi il prossimo anno anziché nel 2024. Secondo l’associazione di settor e Aedes, ciò è necessario perché “gli inquilini si stanno già mettendo nei guai a causa del caro bolletta e del costo della spesa alle stelle».

Cooperative, comuni, province e governo hanno concordato a fine giugno di attuare una riduzione una tantum dell’affitto di 57 euro in media per i redditi minimi ma solo nel 2024. Il regime si applica, poi, solo agli inquilini con un reddito pari o inferiore al 120% del minimo sociale e l’affitto deve essere pari o superiore a 550 euro. Circa 510.000 famiglie possono beneficiare di questo.

Questo impegno è stato inserito negli Accordi nazionali  per le cooperative edilizie di recente adozione. Aedes afferma che è stato anche discusso con il governo che questi accordi potrebbero entrare in vigore prima per i salari minimi.

La riduzione è possibile perché il 1° gennaio verrà abolita la tassa di proprietà per le cooperative edilizie, ossia una tassa pagata da società o persone fisiche che possiedono 50 immobili in affitto il cui canone mensile non supera il limite dell’indennità di alloggio. Abolendo il prelievo, le associazioni edilizie hanno circa 1,7 miliardi di euro all’anno da investire. Parte di questo importo viene utilizzato per la riduzione una tantum dell’affitto.