The Netherlands, an outsider's view.

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CINEMA

A Tale of Hidden Histories: le verità dimenticate all’EYE Filmmuseum

Trauma e guerre, storie di famiglie e ricordi di veterani, leggende asiatiche e samurai giapponesi, sono gli elementi essenziali per comprendere la verità di certe storie di guerra



di Natalina Rossi

Broomberg e Chanarin, Omer Fast, Chia – Wei Hsu e Meiro Koizumi raccontano verità, fatti, e ricordi della guerra. Un’analisi complessa sulle ricostruzioni fittizie e versioni menzognere che indaga sulla soggettività delle fonti storiche e i limiti della memoria. La mostra A Tale of Hidden Histories – in esibizione all’Eye Filmmuseum di Amsterdam fino al 19 maggio 2019, mette insieme film, video, proiezioni di diapositive e suoni per rivelare una storia autentica, senza manipolazioni nella narrazione. Una sorta di processo visivo per smascherare il passato, e le diverse ricostruzioni che ne sono state fatte. 

Tutti gli artisti sono interessati a mettere in evidenza – secondo la propria proiezione artistica – la tensione tra realtà e finzione e la metamorfosi delle storie raccontate da prospettive diverse. 

Broomberg e Chanarin mettono in evidenza – attraverso la potenza delle immagini e della fotografia – argomenti storici politici e religiosi in modo provocatorio, e mai banale. 

Omar Fast – con la forza della narrazione cinematografica – racconta la storia di una coppia di genitori che si ricongiunge al figlio dopo il suo dispiegamento militare in Afghanistan. La guerra è il filo rosso tra le opere dei vari artisti, anche se gli sfondi cambiano in base alla percezione di ognuno di loro. 

Chia – Wei Hsu si concentra sulla storia asiatica, cercando di riportare dei racconti inediti e dimenticati, tra miti e leggende. 

Meiro Koizumi usa le installazioni video per affrontare tematiche quali la memoria individuale e collettiva del mondo giapponese, e gli atteggiamenti nei confronti del passato. 

Trauma e guerre, storie di famiglie e ricordi di veterani, leggende asiatiche e samurai giapponesi, sono gli elementi essenziali per comprendere la verità di certe storie di guerra, i fondamentali per una narrazione veritiera e credibile. 

Gli artisti si trasformano in catalizzatori di verità dimenticate rivelando mediante reportage, fotografie, tecniche documentaristiche e filmiche, la brutalità della guerra – dalla seconda guerra mondiale alla guerra fredda, dall’Iraq all’Afghanistan – la ferocia di qualsiasi guerra. 

Ed ecco che l’arte diventa necessaria per la comprensione effettiva della realtà, perché senza la conoscenza del passato, il presente è solo un prolungamento inconsistente e vuoto. 



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