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RELIGION

A Sloterdijk piantati dieci alberi per celebrare il 550 anniversario del fondatore del sikhismo



di Manpreet Kaur e Harpreet Soondh

Giovedì 14 Novembre, il Tempio Sikh di Sloterdijk, il Shri Guru Nanak Gurudwara Sahib ha piantato 10 alberi e dedicato una lapide in onore del 550 anniversario della nascita di Guru Nanak Dev Ji, il fondatore del Sikhismo, religione monoteista nata nella città di Anandpur Sahib, nell’India del XV secolo.

“Questi 10 alberi sono il simbolo di 550 alberi, donati dalla comunità Sikh olandese alla città di Amsterdam. Sono offerti in occasione del 550° anniversario del loro primo Guru, il Guru Nanak Dev Ji, fondatore del sikhismo.” É stato un evento multiculturale a cui hanno participato anche persone dell’amministrazione locale.

Guru Nanak Dev ji è nato nel 1469, un tempo in cui le continue invasioni, guerre, massacri, turbolenze stavano devastando il subcontinente asiatico.

Il Guru è stato colui che gettato le basi del Sikhismo – il termine Sikh deriva dal sanscrito shishya, che significa discepolo o devoto seguace; definizione in perfetta sintonia con l’insegnamento del Guru. Egli ha affermato l’esistenza di un solo ed unico Dio e che siamo tutti uguali sotto i suoi occhi. Ha fondato la base del Sikhismo su tre principi: venerare il nome di Dio, lavorare con onestà, condividere con gli altri ciò che si possiede.

Per dare maggior visibilità ai suoi insegnamenti, Guru Nanak ha iniziato a viaggiare. La sua prima fase di viaggi fu svolta soltanto in India. Nella seconda fase è arrivato in Tibet, Kabul, Mecca, Baghdad, Iran, Egitto, Grecia e gran parte dell’Asia meridionale. Ovunque andasse egli sottolineava la credenza in un solo onnipotente, onnipresente Dio, e ha  insegnato a vivere con onestà e umiltà. Di volta in volta scriveva inni che in seguito sono stati raccolti in un Libro Sacro, che è considerato il 11° Guru dopo i 10 guru che si sono succeduti dal 1469 al 1708.

Dopo essere tornato dai suoi viaggi il Guru, si è fermato sulle sponde del fiume Ravi e ha costruito un villaggio chiamato Kartarpur.

Le scritture sacre non riconoscono il sistema delle caste, anche se una stratificazione sociale esiste anche all’interno della comunità. Alcuni sikh appartenenti alle caste dominanti proprietarie dei terreni non hanno eliminato tutti i loro pregiudizi nei confronti delle caste Dalit, la casta degli “intoccabili”, o meglio “oppressi”.

Ai sikh non è permesse credere nell’adorazione degli idoli, dii rituali e delle superstizioni ed è proibito ogni tipo di dipendenza da sostanze, come l’alcol, tabacco e carne animale. Un sikh deve considerare la moglie di un altro uomo alla stregua di sorella o madre, e la figlia di un altro come sua. La stessa regola vale anche per le donne.

 






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