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Una piccola tragedia personale: così si può definire la vicenda giudiziaria di Johan Hassing, tassidermista di Roelofarendsveen. L’uomo è stato processato perché il Pubblico Ministero olandese (OM) dubitava della legalità del leone impagliato “Janoschka” che aveva venduto. Pur avendo tutti i documenti in regola, e con assunzione con formula piena, Hassing ha deciso di chiudere la sua azienda, Hassing Taxidermy, perché profondamente scosso dal processo, scrive Omroepwest.
Il caso riguarda Janoschka, un leone maschio proveniente da un circo rumeno, nato in cattività nel 2007 e morto, sempre in cattività, oltre dieci anni dopo. Due anni dopo la sua morte, Hassing ha potuto acquistare la pelle dell’animale per 9.000 euro. L’ha poi preparata come un leone seduto e, nel 2021, l’ha venduta per 32.000 euro a un acquirente che in seguito ha annullato la compravendita.
L’acquirente in questione, a differenza di Johan, non sembrava rispettare le norme sul commercio di specie protette. Quando la polizia si è recata da lui per indagare sulla vendita online di pellicce di lince europea e lontra su Marktplaats, ha trovato anche il leone Janoschka, che non era ancora stato restituito al tassidermista. Così l’inchiesta è arrivata fino a Johan.
Hassing era convinto di aver agito correttamente, perché si era attenuto alle norme della Convenzione CITES (Convention on International Trade in Endangered Species), che regolano il commercio internazionale di specie protette.
Secondo la CITES, ogni animale deve avere un microchip identificativo che corrisponde ai documenti ufficiali: la pelle di Janoschka ne era provvista. Tuttavia, il Pubblico Ministero ha sostenuto che Hassing non potesse dimostrare in modo completo la storia dell’animale, perché mancavano alcuni documenti relativi al periodo compreso tra la morte del leone e il suo acquisto nel 2019. Per questo è stato comunque incriminato.
Il Pubblico Ministero ha chiesto di dichiararlo colpevole senza imporre alcuna pena, ma il giudice ha deciso diversamente: Hassing è stato con formula piena . Il leone Janoschka, che durante le indagini era stato trasferito al museo Naturalis di Leiden, dovrà ora essere restituito al suo legittimo proprietario, ha stabilito il tribunale.







