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CULTURE

A Leiden un convegno per promuovere la pace

Ieri giovedì 12 Giugno al Peace Palace di Leiden si sono incontrate le figure più importanti del panorama internazionale per discutere di pace e cultura



Il 12 Giugno importanti leader politici, accademici e figure di spicco da tutto il mondo si sono incontrati a L’Aja in un convegno organizzato per promuovere la pace. L’ambasciatore del Kuwait Frans Potuyt ha commentato: “è fantastico vedere come il mio meraviglioso Paese, l’Olanda, giochi un ruolo tanto fondamentale nella realizzazione dei sogni del Kuwait: un nuovo mondo basato sul rispetto reciproco, sulla cultura e sull’implacabile devozione e amore per la pace.”

“Artisti, scrittori, musicisti e accademici: tutte queste figure costituiscono una comunità globale che va oltre i confini nazionali, e che è spesso capace di guidarci verso la pace” ha poi scritto in un articolo pubblicato dal giornale TimesKuwait.

L’ambasciatore olandese ha voluto puntualizzare che lo studio delle culture islamiche e arabe è diffuso in Olanda ormai da secoli. Questo è avvenuto soprattutto grazie ai mercanti olandesi che, tra un viaggio e l’altro, hanno coltivato un interesse sempre più profondo verso le altre culture. 

Peace Palace

Al giorno d’oggi, Leiden è il partner ideale per la fondazione Al-Babtain nel suo intento di promuovere lo studio del mondo arabo. Il Dr. Al-Babtain ha scelto questo palazzo storico come luogo per la conferenza internazionale che si è tenuta per promuovere la pace e la protezione dell’eredità culturale in tempi di guerra. Anche il World Forum for the Culture of Peace è stato presente al Peace Palace, assieme allla Corte internazionale e al Tribunale arbitrale.

L’evento è stato organizzato dalla fondazione culturale del Kuwait Abdulaziz Said Al-Babtain in collaborazione con World Peace Foundation, New York, Leiden University, il Comitato Internazionale dei Red Cross e la Carnegie Foundation

Il Forum “ha inviato un messaggio umanitario al mondo intero allo scopo di stabilire la pace e la sicurezza”, ha detto AbdulAziz Saud, portavoce della fondazione Al-Babtain. “Non solo abbiamo fornito consigli e pareri, ma abbiamo lavorato anche per mettere la teoria in pratica” ha affermato al Kuwait News Agency. 

Organizzazione e ospiti

L’evento si è aperto con degli interventi tenuti da diverse figure internazionali: il Presidente maltese George Vella, il Segretario generale del Ministero degli Esteri olandese Joke Brandt, il direttore generale del Peace Palace Erik de Baedts, Abdulaziz Saud Al-Babtain e il principe e diplomatico saudita Turki bin Faysal Al-Saud.

La prima sessione, intitolata “Educazione e protezione del patrimonio culturale”, è stata tenuta dal precedente presidente bosniaco Haris Siljadzic e dal Segretario generale dell’Organisation of Islamic Cooperation Yousef Al-Othaimeen. 

L’ex deputato e Ministro degli Esteri Sheikh Mohammad Sabah Al-Salem Al-Sabah, una delle personalità più eminenti del Kuwait, presiederà la seconda sessione “Proteggere il patrimonio culturale, Iraq e Yemen”. Tra gli altri, a questa parte parteciperanno anche il rappresentante del presidente iracheno Ali Al-Shukri, il Ministro dell’Educazione e Ricercatore scientifico dello Yemen Abdullah Lemles, il presidente del della Cultura e dell’Antichità del Bahrein Shaikha Mai Bint Mohammend Al Khalifa e il ministro dell’educazione superiore Yusuf Goran.

La terza sessione si chiama “Promuovere la culture della pace tramite l’educazione, la Repubblica Centrale Africana”. Gli esperti intervenuti in questa sezione sono stati: Terje Rod-Larsen, Presidente dell’Instituto della Pace Internazionale di New York, il Ministro dell’Educazione del Kuwait Hamed Al-Azmi e il Ministro degli Esteri della Repubblica Centrale Africana Sylvie Baipo Temon.

“Guardare avanti: manuali di pace e cultura” è il titolo della quarta e ultima sessione.  A parlare sono stati Abdulqawi Ahmed Yusuf, Presidente della Corte Internazionale della Giustizia, Marzouq Al-Ghanim, dall’Assemblea Nazionale del Kuwait e Abdullah Gli, ex Presidente della Turchia.

I commenti finali sono stati tenuti dal presidente dell’Università di Leiden Carel Stolker.



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