The Netherlands, an outsider's view.

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MUSIC

A L’Aia la musica del Mali e l’intensa voce di Nahawa Doumbia

Una sala intima a Den Haag, con forse 50 ospiti, hanno creato l’atmosfera ai suoni ipnotici dello ngoni – strumento a corde del West Africa – e all’intensità della voce di Nahawa Doumbia nella sua data olandese dello scorso venerdì. Un vero regalo, quello del teatro Korzo ha fatto alla sua città; eclettico e popolare allo stesso tempo con la star della musica maliana, originaria della regione sud-ovest del Wassoulou, che insieme al marito N’Gou Bagayoko, chitarrista, e a Drissa Sidibe, allo ngoni, hanno incantato la crowd – quasi- familiare.

Un concerto acustico con ritmiche della tradizione del Mali – uno tra i paesi musicalmente più attivi nell’Africa occidentale- sovrastate dall’imponenza della voce della Doumbia che mescolando francese e dialetti della sua regione d’origine, ha fatto ballare e applaudire per oltre un’ora il pubblico, un mix per nulla omogeneo di giovanissimi e senior.

La lunghissima carriera di Nahawa Doumbia ha avuto diversi alti e bassi: iniziata nei primi anni ’80 ha raggiunto  la popolarità internazioanle un decennio dopo e dopo un periodo di eclissi, agli inizi degli anni ’10 del nuovo millennio, la riscoperta grazie al blogger ed etnomusicologo Brian Shimkovitz che inserì La Grande Cantatrice Malienne, Vol 3 nella sua serieAwesome Tapes From Africa.

La musica della Doumbia, in tradizione didadi,  una ritmica della zona del Mali dove la cantante è nata, è politica e sociale; parla di amore, della questione femminile, dei rifugiati maliani in Francia affidando tutto alla sua voce, resa più ipnotica solo dall’aggiunta di un leggero riverbero.