Traduzione: Elena Basilio

Con la società più multietnica e le città congestionate, la discriminazione nel mercato immobiliare è un problema sociale sentito più che mai. Ma a differenza di un altro tipo di discriminazione, quello nell’accesso al mercato del lavoro, la selezione su base etnica è una pratica illegale e diffusa meno facile da colpire per le autorità. Identificare laddove vengano favoriti gli autoctoni rispetto a stranieri e minoranze non sempre è facile e anche laddove fosse chiara l’esclusione di una o più etnie (o in generale di chiunque fosse straniero) nessuna legge può imporre ai proprietari di affittare a stranieri. Il Groene Amsterdammer e il programma di inchiesta Radar sono andati a “cercare casa” per capire quanto strutturale sia il fenomeno della discriminazione immobiliare.

Dopo innumerevoli telefonate finalmente Ihsane Bachar e il marito erano riusciti ad avere un appuntamento per visitare una casa in affitto nella città di Ter Aar. Il marito di Ihsane lavora come imprenditore da sedici anni e la coppia ha fornito all’agente immobiliare una lettera di referenze del precedente proprietario di casa. Eppure, non appena tornata a casa Ihsane riceve una e-mail in cui il proprietario precisa che intende affittare casa sua solo a persone di origine olandese. Aveva già pensato che le sue origini e il cognome potessero essere la ragione dietro ai numerosi tentativi falliti, ma non aveva voluto crederci. In fondo lei è nata in Olanda, ha frequentato le scuole qui e ha lavorato nella pubblica istruzione per molti anni. Purtroppo, ciò che è successo a Ihsane e alla sua famiglia non è un caso isolato. Quindi la domanda è: Rachid e Jaap hanno le stesse possibilità quando cercano casa?

In una prima fase dell’inchiesta Rasit Elibol e Jaap Tielbeke (De Groene Amsterdammer) hanno contattato 50 agenzie immobiliari, detto di voler dare in affitto una proprietà e chiesto di “filtrare” gli affittuari escludendo gli stranieri. Solo quattro agenzie si sono rifiutate di cooperare. Tra chi invece si è dichiarato disposto a praticare discriminazioni, 15 hanno detto di essere consapevoli dell’illegalità dell’operazione, mentre i restanti 31 hanno semplicemente detto che il desiderio del proprietario viene prima di tutto. In alcuni casi gli agenti immobiliari hanno chiesto se intendessero escludere anche gli expat, chiarendo che sarebbe stato più difficile. Ma quando i potenziali clienti hanno specificato che il loro target erano turchi, marocchini e surinamesi li hanno sentiti sollevati.

Il risultato dell’inchiesta mostra che il 90 percento degli agenti immobiliari sono disposti ad assecondare le richieste discriminatorie dei propri clienti. Ovviamente tutto ciò è severamente vietato. Roeland Kimman e Hans van den Heuvel, responsabili rispettivamente delle associazioni degli agenti immobiliari NVM e VBO, chiariscono che chi commette questo tipo di reato deve risponderne in tribunale. Però, aggiungono, gli agenti immobiliari sono quasi tutti liberi professionisti in competizione tra di loro, il che rende rifiutare un potenziale cliente più difficile.

Successivamente, i giornalisti hanno risposto a 250 annunci immobiliari relativi a proprietà in affitto contattando sia agenzie immobiliari che direttamente i proprietari. Hanno posto sempre esattamente la stessa domanda, e cioè se la casa fosse ancora disponibile, l’unica differenza era il nome utilizzato per presentarsi. Rachid ha ricevuto 116 risposte positive contro le 162 di Jaap. In otto casi a Rachid è stato detto che la casa era già stata affittata, mentre Jaap è stato invitato a vederla. E quando hanno bussato direttamente alla porta del proprietario Jaap ha avuto oltre il 30 percento di risposte positive in più rispetto a Rachid, mentre quando hanno contattato le agenzie la differenza è stata minore poiché hanno spesso ricevuto moduli standard da compilare.

Come spiega Pieter-Paul Verhaeghe, professore di sociologia alla Vrije Universiteit di Bruxelles e autore di un libro sulla discriminazione nel mercato immobiliare, non più del dieci per cento degli agenti immobiliari sono davvero razzisti. La restante parte è costituita da personale che lavora a ritmi pressanti e che, dovendo fare una selezione, finisce con il farsi guidare dai propri pregiudizi. A Ghent, in Belgio, per ovviare al problema gli agenti immobiliari sono spesso sottoposti a test che mirano ad accertare che le persone con origini straniere siano invitate a visionare una proprietà tanto quanto gli altri. In questo modo la differenza è scesa in due anni dal 26 al 14 percento. Ovviamente spetta ancora al padrone decidere a chi affidare le chiavi della sua proprietà, ma si tratta comunque di un passo in avanti.
Contattata al riguardo la ministra degli interni olandese Kajsa Ollongren considera gli esiti di questa indagine raccapriccianti e incoraggia le vittime di tali discriminazioni a denunciare. Inoltre, la ministra giudica interessanti le misure messe in atto in Belgio e ha promesso di chiedere al settore di trovare soluzioni atte a evitare tali discriminazioni.