CULTURE

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A Dresda sotto il segno di Rembrandt

Sono passati 350 anni dalla morte di Rembrandt. Per questa ricorrenza la Staatliche Kunstsammlungen di Dresda (SKD) organizza la grande esposizione Il segno di Rembrandt.

La mostra include circa 100 opere, risalenti a tutti i periodi creativi dell’artista, e 50 acquaforti e disegni. L’intento è di dimostrare come, attraverso i secoli, Rembrandt continui ad attrarre le masse.

Il numero di artisti che hanno adottato Rembrandt come proprio nume tutelatore va dagli immediati successori ai maestri del diciottesimo secolo e agli artisti contemporanei. Tra questi troviamo artisti come Benedetto Castiglione (1609-1664), Jonathan Richardson (1667-1745), Christian WE Dietrich (1712-1774), Francisco de Goya (1746-1828), Lovis Corinth (1858-1925), Käthe 
Kollwitz (1867-1945), Max Beckmann (1884-1950), Pablo Picasso (1881-1973), AR Penck (1929-2017), Gerhard Altenbourg (1926-1989), Marlene Dumas (nato nel 1953) e William Kentridge (nato nel 1955).

A Dresda l’immortalità di Rembrandt viene presentata in cinque sezioni:

Nella prima sezione, Rembrandt’s Self, i numerosi auto-ritratti rivelano la personalità dell’artista. I lavori di questa sezione lo ritraggono con diverse espressioni facciali e in diversi contesti.

La seconda, Rembrandt and Saskia, è dedicata alla moglie di Rembrandt, scomparsa nel 1642 a 29 anni. Questa sezione contiene una collezione esclusiva di dodici disegni e acqueforti.

In Rembrandt Learning, Rembrandt Teaching vengono presentati artisti con i quali Rembrandt ha lavorato, sia come studente che come insegnante.

La sezione centrale, Work Process, esplora l’ingegno nei disegni, solitamente rari nei lavori di Rembrandt, e nelle stampe. Culmina nella famosa “Stampa dei cento fiorini”, del 1648.

L’ultima sezione, Light and Shadow, sottolinea non solo come il pittore abbia raffigurato il mondo fisico, ma anche come abbia fotografato la dimensione conoscitiva.

La mostra è resa possibile dal supporto dell’ International Music and Art Foundation del Liechtenstein, della Tavolozza Foundation di  Monaco, dell’Ambasciatore del Regno dei Paesi Bassi , del Verein der Freunde des Kupferstich-Kabinetts di Dresda e di molti altri donatori privati.

L’esposizione è inoltre arricchita da prestiti di musei nazionali e internazionali, come il Louvre di Parigi, il Rijksmuseum di Amsterdam, la Courtauld Gallery di Londra, il Kupferstichkabinett der Staatlichen Museen di Berlino, la Graphische Sammlung di Monaco, lo Städelmuseum di Francoforte, così come la Schenkung Sammlung Hoffmann e altre collezioni private.

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