Photo: Petitie24.nl
La più antica e unica macelleria di Boxmeer, nel Brabante Settentrionale, rischia di chiudere. Il proprietario Henk Meulepas, 73 anni, vorrebbe affidare l’attività a Ysha, 26 anni, originaria della Guinea, che considera ormai come una figlia. A ostacolare il progetto è però la decisione dell’Immigrazione e Naturalizzazione olandese (IND), che ha respinto la sua richiesta di asilo.
Henk gestisce la macelleria da 33 anni ed è ormai alla ricerca di qualcuno a cui lasciare l’attività: Ysha sarebbe la candidata ideale: lavora già nel negozio e vive con la famiglia di Henk, con la quale ha costruito un forte legame.
I due si sono conosciuti più di dieci anni fa in Gambia. Ysha era fuggita dalla Guinea per evitare un matrimonio combinato, ma anche in Gambia aveva vissuto in condizioni molto difficili. Nel 2022 è arrivata nei Paesi Bassi ma a quel punto era però troppo grande per poter essere adottata ufficialmente.
«La sentiamo davvero come nostra figlia», racconta Henk a Hart van Nederland. L’uomo è convinto che per Ysha sarebbe pericoloso tornare in Guinea: «Siamo sicuri al 100 per cento che non sopravvivrebbe. E allora nemmeno noi».
La famiglia ha presentato ricorso contro la decisione dell’IND e non intende arrendersi. «Tornare non è un’opzione. Non smetteremo mai di lottare per tenerla qui».
La situazione personale costruita nei Paesi Bassi, compreso il lavoro o i legami familiari, in linea di principio non viene considerata nella valutazione della domanda di asilo. Finché la procedura è in corso, il richiedente ha diritto all’accoglienza e, a determinate condizioni, può anche vivere presso un privato e lavorare.
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