Il governo olandese vuole concedere fino a tre anni in più per completare il percorso di integrazione (inburgering) ai rifugiati riconosciuti che lavorano almeno 28 ore alla settimana. La misura, annunciata dal ministro del Lavoro e della Partecipazione Aartsen, entrerà in vigore nel 2027, dice NOS.
Per accedere alla proroga bisognerà aver lavorato, o iniziare a lavorare, per almeno tre mesi consecutivi. L’obiettivo del governo è rendere il lavoro parte integrante del processo di inserimento nella società olandese, anziché un’attività da rimandare al termine dei corsi di lingua e integrazione.
«Sul posto di lavoro si entra continuamente in contatto con la lingua e le abitudini olandesi. I colleghi diventano il tuo dizionario», ha dichiarato Aartsen. Il governo punta ad avere, entro quattro anni, 75mila rifugiati occupati in più rispetto a oggi.
Attualmente i titolari dello status hanno normalmente tre anni per completare l’integrazione, che comprende l’apprendimento della lingua, delle regole e della cultura dei Paesi Bassi. Il mancato completamento del percorso può impedire di ottenere un permesso di soggiorno permanente e, successivamente, la cittadinanza olandese.
La proroga potrà arrivare a un anno anche per chi si occupa di figli piccoli e non riesce a trovare un posto all’asilo nido. La misura riguarda soprattutto le donne rifugiate.
Il piano prevede inoltre interventi per ridurre la carenza di insegnanti di olandese per stranieri. Le nuove regole saranno valutate nella seconda metà del 2027.







