Nonostante si parli su base quotidiana della Mocro Maffia, degli omicidi e dei traffici, l’arresto e il processo di Ridouan Taghi potrebbe aver marcato l’inizio del declino dell’organizzazione criminale più pericolosa in Europa negli ultimi anni. Per quanto la definizione di organizzazione, nel senso mafioso del termine, sia ancora molto discussa a proposito della Mocro Maffia (da molti considerata come un network di collaborazioni più o meno occasionali del sottobosco criminale in Olanda e Belgio, legato soprattutto da conoscenza personale o parentela), l’escalation che ha raggiunto l’apice con l’uccisione del giornalista olandese Peter de Vries potrebbe aver comunque segnato l’inizio della discesa del gruppo, dilaniato da conflitti interni e da una sequenza di arresti che ne ha decapitato i vertici.
“La saga Mocro Mafia ha avuto inizio quando piccoli narcotrafficanti del Rif, e le autorità marocchine che li sorvegliano, si sono rifugiati due paesi del nord Europa, in questo caso il Belgio e i Paesi Bassi. Dopo essersi occupati per un po’ di cannabis alla fine degli anni ’90, sono passati a un altro livello più redditizio, quello della cocaina. Si sono alleati con altre bande o cartelli come la mafia calabrese o i narcotrafficanti colombiani per lasciar stare la cannabis e dedicarsi a droghe piu redditizie”, spiega il portale marocchino in francese Hespress.
I primi anni della “guerra di Mocro Maffia” scoppiata nel 2012 dopo un carico rubato ad Anversa le autorita hanno tenuto un approccio basso ma quando gli omicidi sono passati dal mondo sommerso alla società, l’Olanda in particolare ha iniziato ad agire su scala globale, puntando alle chat di messaggeria e soprattutto ai covi dove i boss del mercato globale si nascondevano.
Segnale del declino è soprattutto la rinuncia di Dubai al suo ruolo di “costa criminale” per aver a lungo negato le estradizioni di criminali di mezzo mondo: quelli ai vertici tra il 2010 ed oggi, con l’eccezione di Daniel Kinahan il padrino della malavita irlandese, ancora latitante e con 5 milioni di euro di taglia sulla testa, sono tutti in carcere.
La fine della Mocro Maffia, tuttavia, non vuol dire la fine dei traffici: secondo Hespress, infatti, la “new wave” sta riempiendo gli spazi lasciati vuoti dalla prima rete di crimine globale e multietnico (con olandesi, marocchini, italiani, irlandesi, etc) sgominata per fare posto alla nuova generazione.
“Sono finiti i giorni del “Padrino” e dei suoi scagnozzi al timone. Oggi è un lavoro di gruppo e ognuno ha le proprie qualifiche – i marocchini prendono il controllo dei porti di Anversa e Rotterdam…, gli italiani il riciclaggio, gli albanesi la distribuzione, i colombiani la fornitura del prodotto, gli irlandesi il trasporto e chissà cosa altro, ecc.”. dice il portale.
Finisce il verticismo: basta boss, oggi lavorano in team e condividono le responsabilità mentre dividono la specializzazione.







