Nello scorso periodo, l’ispettorato della salute ha inviato circa 50 “lettere di monito” a medici che hanno fornito informazioni “evidentemente errate” sul coronavirus o sui vaccini  per contrastarlo. In dieci casi, è stato annunciato che si sarebbero presi provvedimenti.

Secondo l’ispettorato si trattava di “contestare informazioni scientifiche generalmente accettate, promuovere farmaci che si discostano dallo standard professionale o scoraggiare attivamente le vaccinazioni“. Tutto ciò è contro gli standard e le linee guida, ha riferito martedì l’ispettorato. C’erano anche dichiarazioni mediche fasulle sul fatto di non poter indossare la mascherina sul viso. Un medico è stato persino multato di 3.000 euro per aver prescritto farmaci non destinati a curare il coronavirus.

L’ispettorato “rispetta la libertà di espressione di tutti – inclusi i dottori e gli operatori sanitari”. “Le discussioni e le riflessioni tra diverse professioni sono sempre molto utili”. Nonostante ciò, l’ispettorato si aspetta che i dottori e altri operatori sanitari aderiscano agli standard e alle opinioni generalmente accettate nei loro ruoli.

I dottori ripresi hanno rilasciato questo tipo di dichiarazioni non solo ai loro pazienti ma anche sui social media. L’ispettorato può inviare delle linee guida agli operatori sanitari e, in seguito, un’ordinanza, una multa o passare il caso alla commissione disciplinare. “Rilasciare dichiarazioni senza alcun tipo di fondamenta non è proibito nei Paesi bassi” ha detto l’ispettorato. Ma ha aggiunto che si può prendere provvedimenti contro dichiarazioni che “mettono a rischio la salute pubblica”.