1. Come funziona il voto in Olanda?

L’Olanda è una monarchia costituzionale e il potere legislativo è esercitato dalla Tweede Kamer, la camera dei deputati, eletta a suffragio universale diretto dai cittadini olandesi (quindi stranieri ed europei non possono partecipare al voto di mercoledi 15). I 150 deputati che compongono la camera sono eletti con sistema proporzionale senza sbarramento e senza premio di maggioranza; di fatto, ad una lista bastano 600mila voti per un seggio. I governi, quindi, si decidono dopo il voto cercando di comporre coalizioni che ottengano la fiducia da 76 deputati.

Il sistema olandese è bicamerale ma la Eerste Kamer, il senato, può esercitare solo un potere di “veto”: non può presentare emendamenti, nè disegni di legge. Può limitarsi, quindi, solo ad approvare o respingere le proposte presentate dalla camera. Il 15 marzo si voterà solo per il rinnovo della Tweede Kamer; il senato, infatti, viene eletto a distanza di 2 anni dalla camera bassa.

 

2. Se Geert Wilders vincesse le elezioni, potrebbe governare?

Le chance che Wilders possa ricevere il mandato per formare un governo, anche qualora il suo partito risultasse primo dalle urne, sono minime a causa del veto posto da tutti i partiti ad un’eventuale collaborazione con il PVV.

 

3. Come possono coabitare formazioni tanto diverse nella stessa coalizione?

Il sistema olandese, detto anche “polder”, è basato sulla coabitazione pacifica tra istanze molto diverse e lontane tra loro. Di solito, come accaduto con l’ultimo governo “Paars” (violetto) ossia formato da laburisti e liberali, viene presentato ai cittadini un programma di governo risultato della sintesi tra i punti programmatici dei partiti che prendono parte alla coalizione: gli elementi totalmente inconciliabili vengono eliminati, e insieme a quelli comuni, viene cercata una mediazione su quelli controversi. Il governo Pvda-VVD, per esempio, ha accantonato la riforma del sistema sanitario per l’impossibilità di trovare un compromesso. A volte, questi negoziati, sono motivo di pesante attrito tra i partiti e le loro basi: il governo Rutte II, ad esempio, ha rischiato di cadere a causa della questione immigrazione.

 

4. Quanti sono i partiti che corrono per le elezioni di oggi? E come si collocano sullo scacchiere politico?

28 liste.

Con molta approssimazione, questa è la collocazione dei partiti:

Sinistra: SP (Partito Socialista), Groenlinks (Sinistra Rosso-verde), Pvda (Partito laburista), Pvdd (Partito per gli Animali), Denk, Artikel 1, Piraten Partij (Partito Pirata)

Centro-sinistra: D66 (Democrazia 66), Christen-Unie (Cristiano sociali)

Centro: CDA (Cristiano-democratici), Plus 50 (Partito dei Pensionati)

Destra: VVD (Liberali di destra), PVV (Partito per le libertà), SGP (Cristiano-riformati), Vnl (per l’Olanda), Forum Voor Democratie (Forum per la Democrazia)

 

5. Quali sono i pronostici più credibili per queste elezioni?

I commentatori olandesi sottolineano l’incertezza del voto di oggi e l’elevata polarizzazione delle tendenze elettorali. Il pronostico più credibile, tuttavia, è quello che vede la partecipazione di VVD-D66-CDA e probabilmente Groenlinks. Si attende una lunga trattativa tra i partiti per trovare una formula che assicuri i 76 seggi necessari per governare.