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ANTILLE

5 cose da sapere sulla crisi Venezuelana e le isole caraibiche dei Paesi Bassi



La crisi Venezuelana sembra avere un impatto diretto sui Paesi Bassi. Questo perché l’isola di Curaçao, territorio dei Paesi Bassi, si trova proprio di fronte al paese che da mesi è scivolato in una pericolosa crisi politica.

Caribisch Netwerk (Ntr) ha cercato di rispondere a cinque domande fondamentali sulla vicenda:

  • 1. All’inizio di quest’anno, quaranta nuovi veicoli della Difesa sono arrivati a  Curaçao e, inoltre, sono state ormeggiate nel porto anche navi militari. C’è minaccia di guerra?

Dall’inizio di febbraio sui social network sono circolate foto e messaggi che suggeriscono che l’Olanda abbia inviato truppe e attrezzature militari a Curaçao. Questo è avvenuto nella stessa settimana in cui l’America ha annunciato che non escluderà un intervento militare in Venezuela.

Un portavoce della Difesa a Curaçao ha però smentito il collegamento tra gli eventi: “I nuovi veicoli militari arrivati alla fine di gennaio erano stati accordati fin da novembre 2018 e programmati da alcuni anni. I nuovi Anaconda sostituiscono i vecchi veicoli Merceds Benz che erano già lì”

E le navi della marina? “Lo Zr. Ms. Zeeland e un’altra nave britannica sono state ormeggiate come previsto secondo i piani” risponde l’organizzazione della Difesa “Le navi devono essere rifornite di carburante e cibo. Quindi non esiste alcuna relazione o collegamento con la situazione attuale in Venezuela.”

  • 2. Che tipo di conseguenze Curaçao sta subendo in seguito alla crisi del Venezuela?

Secondo l’ex inistro Steven Martina (Sviluppo economico), Curaçao sente gli effetti economici in almeno tre modi: attraverso la raffineria di petrolio, i servizi finanziari e il turismo.

Sottolinea che la produzione della grande raffineria di petrolio Isla a Willemstad, gestita dalla compagnia petrolifera di stato venezuelana PdVSA, si è arrestata. Ciò ha conseguenze per altri settori, come i trasporti sull’isola e le spedizioni.

Anche i servizi finanziari avvertono la crisi e in particolare le banche venezuelane sull’isola. Inoltre, non ci sono quasi più turisti provenienti dal Venezuela.

L’isola quindi sta subendo dei contraccolpi dalla situazione ma il ministro ci tiene a sottolineare che “Curaçao non dipende da quello che succede solo in Venezuela, altrimenti la banca centrale e il FMI non avrebbero previsto una crescita economica per quest’anno.”

  • 3. Data la situazione in Venezuela, non è più saggio incrementare la difesa sull’isola?

C’è sempre una nave della marina olandese nella zona, soprattutto per proteggere i confini. Insieme alla guardia costiera, il Ministero della Difesa intercetta spesso la pesca illegale e il trasporto di droga.

La difesa afferma che al momento non vede alcun motivo per inviare truppe e materiale extra ai Caraibi. Non c’è nessuna ragione per inviare navi aggiuntive ad Aruba, Curaçao e Bonaire.

Esiste tuttavia “un limitato rinforzo militare a sostegno dello staff del quartier generale di Curaçao” spiega un portavoce del comandante della marina nei Caraibi “non si tratta di soldati combattenti, né di soldati armati, ma di semplici impiegati.”

  • 4. I residenti delle isole dovrebbero preoccuparsi della loro sicurezza?

La risposta del governo è netta: non ci sono motivi per cui i residenti si debbano preoccupare della loro sicurezza o si debba temere un massiccio afflusso di rifugiati. Il ministero della giustizia sottolinea che la sicurezza del paese riceve l’attenzione necessaria.

  • 5. Chi sbarca in questi giorni dal Venezuela è in cerca di fortuna o si tratta di rifugiati?

Questo è esattamente il punto su cui stanno dibattendo i politici dei Caraibi. A St. Maarten si parla di “cercatori di fortuna” a Curaçao di “migranti privi di documenti”, mentre Amnesty International e la Croce Rossa parlano di “rifugiati”.

Le isole sottolineano di non essere in grado di accogliere persone a causa della scarsa estensione del territorio. Ad esempio, Curaçao, rifiuta di firmare la Convenzione sui rifugiati delle Nazioni Unite perché l’isola non può sopportarne le conseguenze finanziare. Aruba ha firmato la Convenzione, ma non rende facile per i suoi vicini ottenere asilo: alcuni venezuelani che sono fuggiti ad Aruba sono così stanchi della burocrazia che si stanno trasferendo in Colombia, dove ottenere lo status è più facile.

Sia Curaçao che Aruba perseguono da tempo una politica attiva di espulsione.



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