The Netherlands, an outsider's view.

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Rifugiati, Feda Amiri è in un ospedale afgano



Feda Amiri è stato trovato. Ha delle fratture e sarebbe in stato confusionale ma l’uomo afgano, espulso agli inizi di febbraio dopo aver trascorso quasi 20 anni in Olanda, è stato finalmente rintracciato dalla figlia che da settimane lancia appelli alla nazione affinchè il caso del padre non venga dimenticato. La storia è stata raccontata per primo dall’ Omroepbrabant   ma comincia vent’anni fa quando Amiri, fugge dall’Afghanistan e ripara nei Paesi Bassi  insieme alla moglie e ad una figlia poco più che neonata. Ad Heeze, nel Brabante, ottengono l’asilo, nasce la seconda figlia e la famiglia vive con lo status di rifugiati fino al giorno che Feda Amiri, nel 2014, ha deciso di togliersi un macigno dalla coscienza e rivelare all’ufficio immigrazione che vent’anni prima aveva mentito: l’uomo aveva infatti prestato servizio nella guardia nazionale afgana sotto il governo talebano e per questa ragione, la sua richiesta d’asilo non avrebbe potuto essere presentata. Nonostante Amiri abbia ripetuto, nella sua domanda d’appello contro il decreto d’espulsione, di non aver mai compiuto atrocità, soprattutto a danno dei dissidenti politici del regime, l’ufficio immigrazione non è tornato sui suoi passi: il 4 gennaio scorso, l’uomo è salito su un volo KLM con destinazione Kabul e da allora la famiglia ne aveva perso le tracce. La figlia Tamana, grazie ad un’intensa campagna sul web, ha attirato l’attenzione della stampa, dell’opinione pubblica e alla fine anche della Tweede Kamer dove sono state presentate diverse interrogazioni parlamentari sul caso. Secondo l’Omroepbrabant, che ha seguito il caso fin dalle prime battute, Tamana Amiri riferisce che la precaria situazione di salute del padre, sarebbe da attribuire alle percosse ricevute dai marechaussee che l’hanno accompagnato fino a Kabul. La poliza olandese, tuttavia, nega di aver usato la forza.

 

 






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