Il proprietario di un appartamento in centro venne multato nel 2016 per una somma di ben 13.500 euro per aver affittato casa sua, su base permanente, sul portale Airbnb. Ma il giudice ha accolto il suo ricorso, scrive AT5.

Il caso finì sul tavolo del servizio comunale di ispezione, istituito per controllare che gli affitti su Airbnb non superassero i 60 giorni l’anno stabiliti dal regolamento, dopo lamentele dei vicini. Quando gli ispettori bussarono all’indirizzo, trovarono tre turisti.

Nel rapporto stilato dallo staff del comune, dice ancora AT5, si leggeva che l’assenza di oggetti personali del proprietario potessero far dedurre in maniera credibile che l’alloggio fosse stato convertito in un bnb permanente.

E invece il giudice ha accolto la tesi del proprietario, secondo il quale il problema è che l’appartamento abitato dal figlio è spesso vuoto per l’attività sportiva da professionista che quest’ultimo svolge. Gli oggetti personali? Gli ispettori non li avrebbero trovati perchè chiusi in una stanza durante i periodi di assenza.

Secondo il tribunale non indagare a fondo avrebbe viziato il procedimento a monte e pertanto la decisione del comune è stata annullata.