di Massimiliano Sfregola

Una settimana in silenzio, per un sito di informazione, sembra un secolo. Ma, in verità, abbiamo tenuto il pulsante su off, nel nostro backoffice, solo per pochi giorni. Crediamo, tuttavia, ne sia valsa la pena. 31mag esce dalla versione beta, raccoglie l’esperienza di 6 mesi di pubblicazione quotidiana e va avanti. Graficamente l’evoluzione è una rivoluzione: abbiamo “spezzato” in due il sito, per cercare di evidenziare meglio le due anime dell’informazione moderna, quella che riempie feed e account Twitter 24h al giorno e quella posata e riflettuta che richiama la tradizione dei settimanali e degli inserti di approfondimento dei quotidiani, fatta di articoli lunghi, inchieste, ragionamenti e dossier. La parte alta incarna il “Fast Journalism“, l’altra lo “Slow”.

Giornalismo 2.0: citizen journalism, inchieste di respiro europeo, multilanguage, progetti in cooperazione

#31magnieuw proseguirà sulla strada intrapresa dalle prime battute: struttura orizzontale ed aperta, focus su news e società. Ma le novità maggiori arrivano ora. Le inchieste ed i reportage diventeranno di respiro maggiormente europeo senza però abbandonare la prospettiva olandese. Per questa ragione, aumenteranno i lavori in inglese (fino ad oggi proposti solo in via sperimentale) e diventeranno un punto fisso sul sito. Aumenteranno le nostre collaborazioni con altri media, con associazioni, università, NGO ed altre realtà organizzate.

I dossier

Nella barra in alto, i temi sono stati ridotti a pochi ‘contenitori’ che racchiudono i formati con i quali parliamo al mondo: news, video, dossier, cultura, metropolitan e blog. La categoria News sarà uno stream cronologico di pezzi brevi, raccolti dalla stampa olandese o dalle agenzie; la sezione Video raccoglie invece le nostre video-storie e in futuro, sarà la casa anche per i nostri webdoc; i Dossier sono invece focus tematici sugli argomenti più discussi da 31mag (e in genere di maggior interesse per i lettori), mini “siti nel sito” dove avrete a portata di click articoli, interviste, reportage e foto monotematiche su società multietnica, gentrificazione, diritti e cultura underground. I lavori saranno prodotti dalla redazione di 31mag in collaborazione con individui, associazioni, istituzioni, collettivi ed altre realtà specializzate nei settori di interesse. Speriamo così di fornire una visione approfondita, documentata ed innovativa.

Metropolitan

La categoria Metropolitan è la nostra sfida più grande: sperimentare sul terreno il giornalismo “glocal” raccontando, con una prospettiva alla 31mag, realtà locali e spesso sconosciute del tessuto urbano olandese. Si occuperanno dei lavori due nuove redazioni locali, una ad Utrecht, l’altra a Den Haag (che coprirà anche Rotterdam) attraverso le quali il progetto di giornalismo partecipativo raggiungerà un nuovo stadio. Alle 3 aree metropolitane saranno dedicate sottocategorie apposite che avranno l’aspetto di veri e propri “siti” di informazione locale.

Citizen journalism, on ed offline: 31mag Cafè e 31mag Lab

Il progetto partecipativo di 31mag prende ora una forma più definita: online, la pagina “31mag cafè” sarà una linea diretta con i diversi livelli di redazione per proporre spunti e discutere in maniera collettiva. Offline, le redazioni e gli eventi pubblici saranno un’occasione per interagire ed apportare il proprio contributo alle discussioni del giornale. A breve, verrà lanciato anche un altro progetto: 31mag Lab, laboratorio di giornalismo ed innovazione del linguaggio dei media, dove troverà posto tutta l’attività sociale e culturale della community di 31mag. Incontri, eventi pubblici, workshop saranno alcune tra le attività promosse e targate 31mag.

Be European, switch to English

No, non abbandoneremo l’italiano ma si, proporremo sempre più contenuti in inglese. 31mag è un progetto di “post-giornalismo” e come tale ha il dovere di sperimentare formati e linguaggi. Raccontare in un’altra lingua per diventare accessibili a un’enorme platea internazionale è il prossimo passo: in Olanda non sono solo gli italiani ad essere esclusi dal dibattito pubblico. Insomma continueremo a parlare italiano ma parleremo sempre più inglese.

Questa è, a grandi linee, la seconda fase del progetto. Criticateci ma venite anche a trovarci (la redazione è sempre aperta). E, soprattutto, continuate a sostenerci.