Siete in molti a seguirci, a commentare, a sostenerci economicamente, a condividerci e a contribuire in mille modi al nostro progetto giornalistico.

Qualcuno, tuttavia, ha poca dimistichezza con il funzionamento del giornalismo online, qualcun altro  ancora meno con le regole di convivenza civile (digitale). Spieghiamo allora, brevissimamente, alcune questioni controverse che non a tutti sono chiare:

  1. Gli articoli sono clickbait. No, tecnicamente clickbait vuol dire pubblicità in forma di articolo. Un articolo con titolo provocatorio, che stuzzica curiosità, indignazione o altra reazione NON è clickbait a meno che il suo contenuto non sia inventato o commissionato da qualcuno; su 31mag non troverete mai articoli-advertorial non prontamente chiamati tali. Laddove un’azienda o un’altra entità volesse inserire un articolo sponsorizzato, abbiamo il dovere di segnalarlo (e quando è successo, lo abbiamo sempre fatto). L’articolo -per fare un esempio- sul “limoncello olandese” non è clickabait sotto nessun punto di vista: il contenuto è ciò che viene descritto nel titolo e soprattutto, la fonte, non è un oscuro blog ma il Volkskrant, uno dei principali organi di informazione olandese. Ci dispiace per i “complottisti”: non ci paga l’azienda che produce limoncello olandese e non ci paga Soros -purtroppo, in quest’ultimo caso-
  2. 31mag guadagna con i nostri click! Il progetto è interamente basato su contributi volontari: come vi aspettate venga garantita la continuità? I click rendono molto poco e bastano, al momento, giusto per coprire qualche spesa.

    Source wikipedia
  3. Ripostano gli articoli 100 volte. In realtà no. Li ripostiamo molte volte, in alcuni casi, perchè si tratta di contenuti che vale la pena riproporre ai nuovi followers  (ogni settimana, circa 200 utenti in più seguono o mettono like alla pagina di 31mag.nl) . Ogni giorno pubblichiamo nuovi articoli, un numero variabile, e per non lasciare vuoti, ripubblichiamo articoli importanti oppure che non hanno avuto le interazioni che avrebbero meritato. E’ noioso? Tante cose lo sono.
  4. 31mag mette a tacere le voci critiche. No, la pagina FB è piena di voci critiche  di commenti anti-immigrato, anti-LGBTIQ, negazionisti climatici etc ossia di commenti che esprimono posizioni radicalmente opposte alla nostra. Ciò che da policy non accettiamo sono commenti inutilmente provocatori contro di noi e contro il nostro lavoro. Inutilmente, quindi, non vuol dire “non ne accettiamo” ma quando fossero gratuite -e ci riserviamo il diritto di decidere quando siano gratuite o meno- esercitiamo il diritto di cancellare il commento e impedire all’utente di accedere alla sezione commenti. E’ nazista, come qualcuno ha scritto? No, è a garanzia dell’agibilità della nostra pagina
  5. 31mag non ha diritto di bloccare gli utenti. No, abbiamo tutto il diritto di farlo: FB è un’azienda privata, noi siamo un’azienda e ciò che garantiamo  è di poter leggere gratis le news. I commenti inutilmente provocatori non sono dialettica ma il tentativo di “sabotare” la nostra pagina: è pieno di gruppi e pagine dove poter “parlare male” di noi per il gusto di farlo. Ma sulla nostra pagina no, si discute dei contenuti degli articoli.
  6.  La democrazia accetta le opinioni di tutti. Non è proprio così: l’abuso di questo principio ha portato all’ondata di hate speech e di insulti mascherati da libertà d’espressione. Noi siamo in prima linea nella lotta all’hate speech e nel promuovere l’obbligo di mantenere un atteggiamento di interazione civile. Direste la stessa cosa che scrivete, nella vita reale? Se la risposta è no, allora non scrivetela neanche sui social.
  7. 31mag offre un servizio scadente. Non siamo un ente pubblico e non abbiamo obblighi verso qualcuno: abbiamo scelto, a lungo, una forma di sostentamento basata sulla responsabilizzazione dei lettori. C’è bisogno di dirlo che il nostro lavoro costa? Ovviamente no. Ma in troppi considerano il giornalismo solo un hobby da altruisti e le pagine FB dei giornali sfogatoi per  frustrazioni: è no in entrambi i casi. Non è un hobby e non tolleriamo di togliere tempo alla scrittura per occuparci degli utenti, Se chi ci legge proprio non riesce a tollerarci, esiste un modo concreto per risolvere la questione: non seguirci.
  8. Allora è vietato criticarli in assoluto? No, ancora. Non solo non è vietato criticarci ma invitiamo, perchè siate prese/i più seriamente, a scriverci in privato. Se c’è qualcosa che possiamo migliorare saremo lieti di farlo.