di Massimiliano Sfregola

 

Strana società questa: in un’epoca  individualista come la nostra, basata sulla continua autopromozione, non ricordare ogni minuto cosa si fa equivale, quasi, a non fare niente. Cioè, buoni prodotti, buoni contenuti e molto lavoro possono smorzare la loro carica creativa ed innovativa perchè “mal comunicati”. Lezione numero uno del manuale di sopravvivenza per l’anno 2016; lezione che molti, noi inclusi, a volte dimentichiamo.

A 31mag non amiamo molto parlarci addosso, spingere troppo sul tasto della comunicazione-promozione, della grafica e di altri strumenti che renderebbero -certamente- la nostra esperienza più semplice, comprensibile e “targettizzabile”. No, su questo rimaniamo fedeli alle nostre origini: sobri ma carichi di contenuti. In un periodo dove le startup spendono capitali (che spesso non hanno) per colorare un’eccellente immagine a prodotti non sempre all’altezza, nella speranza di sedurre qualche investitore, noi facciamo il contrario: ci muoviamo in punta di piedi sui social (Twitter, per ragioni organizzative, è al momento in standby) e puntiamo tutto sui contenuti. Convinti del teorema “opposto” rispetto a quello di gran parte delle società digitali odierne: non è l’idea geniale, e il “fuoco di fila” ma la costanza su un lungo arco temporale a determinare il successo di un progetto

Alcuni mesi fa, abbiamo attraversato una bufera organizzativa, trovandoci costretti a ricalibrare il nostro progetto iniziale: come avrete notato, il “lifestyle” è stato ridotto mentre abbiamo puntato tutto sulle news, settorializzato la nostra offerta sul terreno dei diritti umani e delle minoranze, lavorando duramente sulla sezione “internazionale”.

A che punto siamo ora? Ci leggete ogni giorno, lo sapete: rimaniamo una finestra sull’Olanda, la sola ed unica in italiano; anzi “an outsiders view about The Netherlands” come qualcuno più saggio di noi ci ha descritto. La campagna di crowdfunding, generosamente finanziata da molti di voi, ci ha permesso di proseguire nella nostra “missione” quotidiana a ci ha consentito di puntare a nuovi obiettivi. Quest’estate, come potete ben vedere, siamo stati qui con voi.

No ferie o vacanze perchè abbiamo una scadenza: a novembre vedrete, come già accaduto lo scorso anno, il “nuovo 31mag”. Ancora? Già, a noi piacciono le “prove aperte” e soprattutto, in ossequio alla nostra passione per lo “slow journalism”, ci piace da impazzire prendere il tempo necessario per arrivare dove dobbiamo: raccontare l’Europa attraverso la lente olandese, parlando di minoranze, cultura, società multietnica, istituzioni comparate e organizzazioni internazionali.

Dopo un anno di esperienza con il sito che ormai conoscete è ora della versione 2.0. Non vi anticipiamo molto ma possiamo dire già da ora che sarà più interattivo, con maggior attenzione ai nostri punti forti (news, long reads, reportage e video) più contributi e più definizione nelle sezioni. Cureremo meglio la struttura dei pezzi, la lunghezza e la sintassi -fino ad oggi abbiamo fatto ciò che le nostre risorse, umane e materiali, ci hanno permesso- E partiremo con la novità a noi più cara: l’evoluzione verso un portale realmente europeo.
Più spazio a contenuti in inglese e in altre lingue affinchè la community diventi davvero internazionale.

Come è vero che gli articoli “non si scrivono da soli”, anche se qualcuno probabilmente lo pensa, è altrettanto vero che -ormai- l’impegno di ognuno di noi è praticamente fulltime. Inoltre, se vogliamo far diventare questa realtà -nata dal basso- solida e duratura nel tempo avremo bisogno del vostro aiuto; presto lanceremo una nuova campagna di crowdfunding, una membership ed altre iniziative per il sostentamento dell’attività e di chi la fa quotidianamente. Fino ad oggi, siamo andati avanti con risorse personali e con il vostro aiuto ma se vogliamo far salire ancora di livello 31mag, dobbiamo partecipare tutti.

Con le nostre scarsissime risorse siamo riusciti comuqnue a realizzare un buon numero di inchieste (tra quelli di maggior successo, i lavoratori di Travelbird, l’utero in affitto in Olanda, Booking.com e i territori contesti, la minoranza turca nei Paesi Bassi) diversi approfondimenti storici (le relazioni con il Suriname, la questione delle Antille, il terrorismo nei Paesi Bassi, le formazioni di estrema destra) e abbiamo garantito la nostra presenza ad eventi di rilievo (dal GayPride alle manifestazioni per e contro i rifugiati), intervistato personaggi olandesi di primo piano (dall’assessore alla casa del comune di Amsterdam al sindaco di Almere, da parlamentari ad accademici)  e svolto, è il caso di dirlo, un servizio di pubblica utilità informando in maniera critica la comunità italiana nei Paesi Bassi. Se la nostra tenacia, e testardaggine, ci ha portato fin qui, immaginate con sostegno economico dove potremmo arrivare.

Noi vi garantiamo, in cambio, di continuare come abbiamo fatto fino ad oggi, migliorando tutti gli aspetti migliorabili del progetto. Vogliamo, inoltre, coinvolgervi di più: la parte social e di “citizen journalism” è rimasta -fino ad oggi- in cantiere: è ora di darle una spinta e farla decollare. Oppure -se preferite- di darvi una spinta, e farvi partecipare. Lanceremo nuove iniziative pubbliche (ricorderete l’evento pilota “Urban Conflict”), offriremo workshop e seminari su media e giornalismo ma nella “nuova vita” di 31mag, i vostri consigli e le vostre proposte, saranno fondamentali.

Per concludere: tutti corrono, noi camminiamo e sul lungo periodo non è detto che “tutti” arrivino prima di noi.

Stay tuned