The Netherlands, an outsider's view.

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21esimo anniversario dell’ICC. Gli esperti a 31mag: salviamo la Corte ma servono riforme urgenti



di Vittoria Malgioglio

 

Nel 1998 venne firmato lo Statuto di Roma, che condusse alla nascita dell’ICC e portò con sé molte speranze. Ventuno anni dopo la legittimità dell’ICC va incontro a nuove sfide. Nuove guerre, flussi migratori più intensi, nuove potenze che si siedono a negoziare e potenti che diventano “alla moda”. Ma il desiderio di responsabilità rimane. La domanda è: l’ICC resisterà a un ambiente così avverso?

“Dobbiamo proteggere il sistema multilaterale da chi vuole demolire la cooperazione internazionale” dichiara a 31mag.nl William Schabas, professore di diritti umani presso l’Università olandese di Leiden. Essendo uno dei più competenti specialisti al mondo di diritti umani internazionali, Schabas ha scritto a proposito dell’ICC sin dalla sua creazione. “La legittimità dell’ICC è attaccata da chi vorrebbe un mondo in cui le nazioni badino solo ai propri interessi.” afferma il professore.

The establishment of the International Criminal Court in 1998
Fondazione della Corte dei Crimini Internazionali nel 1998

Ma come si può proteggere il sistema multilaterale da chi vorrebbe demolire la cooperazione internazionale? Facendo notare i problemi interni all’ICC e proteggendo l’istituzione dalle minacce esterne.

Sebbene siano passati ventuno anni dalla prima firma dello Statuto di Roma, i paesi più potenti del mondo si rifiutano ancora di approvarlo. In questo modo i crimini commessi nei territori di Russia, Cina, Israele e USA non possono essere perseguiti.

Kirsten Meersschaert è direttrice del Programma di Coalizione per la Corte dei Crimini Internazionali, un’organizzazione ombrello che promuove il ruolo dell’ICC. In un’intervista dichiara a 31mag che “bisognerebbe parlare di più dei paesi all’interno dell’ICC rispetto a quelli che ne stanno fuori. Ne fanno parte 122 paesi, e questo dice molto sul desiderio collettivo di responsabilità.”

“Spesso collaborare con istituzioni internazionali come l’ICC vuol dire scontrarsi con il  tempo e le amministrazioni locali”, dichiara la Meersschaert. Gli USA ne sono un esempio emblematico: negli anni scorsi si è infatti cercato di “collaborare con la Corte” per una firma del trattato. Adesso, ovviamente, tutto è cambiato con Trump, che rifiuta la legittimità, l’autorità e la giurisdizione dell’ICC.

Demonstration in Seattle in 2017
Dimostrazione a Seattle nel 2017

Ma la Corte dei Crimini Internazionali non deve essere protetta solo dalle minacce esterne. Anche le dinamiche interne contribuiscono a indebolirne la missione: “Ci sono problemi di cultura istituzionale che devono essere discussi” ha dichiarato nella Corte il prof. Schabas. Non è il caso che sei giudici litighino con la Corte. Il rischio è di spendere più soldi per i litigi interni che per i risarcimenti delle vittime. “Spesso i giudici sono irritabili e hanno idee contrastanti. Sarebbe meglio se le opinioni legali fossero più omogenee” ha aggiunto Schabas.

Un’altra critica comune all’ICC è che persegue solo “obiettivi facili”: i vecchi leader abbandonati e esclusi dai circoli politici più importanti. Dopo l’annuale Assemblea dei Partiti di Stato del dicembre 2018, il Regno Unito ha lamentato che, dopo due decenni e più di 1.5 bilioni di euro spesi, “abbiamo solo tre condanne per crimini di fondo.”

Tuttavia, come ci ha detto la Meerschaert, “la strategia dell’accusa si basa sull’idea che se persegui individui di medio livello, ti procurerai più prove e costruirai accuse più solide contro i leader di alto livello.” Quindi, le azioni penali attuali devono servire per rinforzare le indagini e i procedimenti penali contro i leader più potenti. Quando e come avverrà tutto questo è una domanda che rimane inevitabilmente senza risposta.

Come dichiara Schabas, la recente decisione di non investigare sull’Afghanistan “gioca a favore di chi accusa la Corte di doppio standard” . Tuttavia, il professore non crede che il caso sia del tutto chiuso: è fiducioso che l’accusa ricorra in appello o faccia nuovamente pressione.  

The flag of the ICC
La bandiera dell’ICC

“Vorrei che l’ICC sfidasse di più i paesi potenti,” dichiara “problemi relativi alla condotta delle autorità israeliane che occupano i territori palestinesi; dei soldati britannici in Iraq; delle forze russe in Ucraina e Georgia; e delle accuse di tortura contro gli ufficiali statunitensi in Afghanistan.”

“Penso che per occuparsi di casi difficili come questi la Corte debba diventare un’istituzione dinamica e seria,” ha concluso.

Il mondo sta cambiando, e l’ICC deve cambiare se vuole proteggere la sua legittimità. Servono urgenti riforme interne e una cooperazione internazionale più efficace. L’ICC ha bisogno di riforme audaci se vuole festeggiare il suo 21esimo anniversario. Gli esperti dichiarano a 31mag: salviamolo, ma servono urgenti riforme.






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