The Netherlands, an outsider's view.

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1MEI Perchè in Olanda il I maggio non è festa?



No, non vi siete sbagliati: oggi è il I maggio e in Olanda, unico Paese in Europa, non è festa. Si lavora e a parte il corteo organizzato ad Amsterdam dal sindacato FNV (la CGIL olandese) che avrebbe raccolto, secondo il Parool, circa 7000 presenze, non molto altro. Il corteo ha sfilato da Waterlooplein a Martin Luther King Park al RAI, a sud della Capitale. Oltre agli iscritti al sindacato unico, presenti anche i leader dei  verdi (Groenlinks) Bram van Ojik, dei socialisti (SP) Emile Roemer e per i laburisti (Pvda) il vice-premier Lodewijk Asscher. Per il resto, business as usual. Come mai? Possibile che un Paese con un’importante tradizione socialista, unico tra i suoi vicini (e lontani) non ritiene il I maggio una festa degna di essere elevata al rango di Festività Nazionale?

Le ragioni sembrano molteplici. Una importante, sarebbe da ritrovare nella complessa struttura sociale del Paese, costruito su una “stratificazione” di culture minoritarie, dove nessuna, a parte le minoranze cristiane, è riuscita mai, realmente, a lasciare un segno netto nelle tradizioni nazionali.  Cosi le uniche celebrazioni non religiose del Paese, quella del re il 27 aprile e quella della Liberazione (Bevrijdingsdag) il 5 maggio, cadono proprio in prossimità del I maggio, che finisce per essere una festa limitata ad alcuni lavoratori del settore pubblico. Quelli sindacalizzati, per capirci.

Quindi no, certamente, non è la festa dei precari, non è quella dei lavoratori a “zero ore” e non lo è dei finti ZZPer’s, le finte partite IVA olandesi.






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