La festa del re di oggi, marca il quarantesimo anniversario dei fatti dell’80, quando la giornata dell’incoronazione di Beatrix, si trasformò in una vera e propria battaglia tra la polizia e gli squatters della città. Fin dagli anni ’70, Amsterdam aveva ospitato quasi 20mila occupanti che avevano dato vita ad una delle più vivaci e combattive scene antagoniste d’Europa. Il movimento di allora, protestava contro la carenza di alloggi  a fronte dell’enorme disponibilità di edifici inutilizzati.

Il 30 aprile del 1980, diversi collettivi di kraakers avevano deciso di dare del filo da torcere allo stato olandese, impegnato con il passaggio di consegne tra l’anziana regina Giuliana e la figlia Beatrix: lo slogan “Geen woning, geen kroning” (Niente casa, niente incoronazione) ha accompagnato i più violenti scontri di piazza che l’Olanda ricordi dal dopoguerra.

Quel 30 aprile, era stato ben preparato dall’allora primo ministro Van Agt ma ma non bene quanto l’organizzatissima rete di kraaker, che all’inizio dell’agitazione poteva contare sull’appoggio dei partiti di sinistra, del quotidiano Volkskrant e del Vrij Nederland: con gli scontri iniziati a Kinkerstraat, l’intera giornata fu caratterizzata da una sequenza continua di cariche, lanci di oggetti che hanno investito per intero, il centro della città. La “zona rossa” intorno a piazza Dam, fu letteralmente presa d’assalto e un blindato della polizia dato alle fiamme.

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Secondo gli storici, i fatti del 30 aprile dell’80, sancirono l’inizio del declino del movimento antagonista olandese. Fino ad allora, infatti, le rivendicazioni dei kraaker erano state appoggiate da una larga fetta dell’opinione pubblica e dagli intellettuali ma dopo quella giornata, qualcosa si ruppe. Qualcosa di più delle vetrine e dei blindati.

 

 

 

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Author: Koen Suyk / Anefo
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