Il governo federale in Belgio annuncia una nuova fase di austerità. Il primo ministro Bart De Wever (N-VA) sostiene che saranno necessari ulteriori tagli strutturali compresi tra i 3 e i 4 miliardi di euro all’anno per tenere sotto controllo il bilancio dello Stato, dice VRT.
L’annuncio è arrivato in un’intervista a VRT NWS, a circa un anno dall’inizio del suo mandato. Il governo ha già approvato misure di risanamento pari a 8,1 miliardi di euro annui, ma secondo De Wever «non sono sufficienti».
«Stimo che dovremo ancora ridurre la spesa di un importo strutturale tra i 3 e i 4 miliardi all’anno», ha dichiarato il premier. L’ammontare definitivo verrà stabilito entro la fine dell’anno.
De Wever ha riconosciuto che le prossime misure saranno dolorose. I nuovi tagli sono necessari per rispettare la normativa europea sulla spesa pubblica e ridurre progressivamente il deficit al 3% del prodotto interno lordo, soglia prevista dai parametri UE. Secondo il premier, questo obiettivo sarà raggiungibile solo nella prossima legislatura.
Nell’intervista, De Wever è tornato anche sulla struttura istituzionale del Paese. «È un paese estremamente difficile da governare», ha detto, ribadendo la propria posizione confederalista. Pur riconoscendo che l’attuale cooperazione con i partiti francofoni è possibile grazie ai risultati elettorali di MR e Les Engagés, il premier ha sottolineato la fragilità strutturale del sistema.
Non ha tuttavia escluso di accantonare a lungo termine le riforme istituzionali, qualora l’attuale orientamento politico in Vallonia dovesse proseguire.
Sul fronte interno, il premier ha rassicurato i caregiver disoccupati che rischiano di perdere il sussidio, affermando che verrà prevista una fase di transizione. «Non siamo un governo asociale», ha dichiarato.







