Secondo NOS e Het Parool, 15 centri specializzati nelle “terapie per curare l’omosessualità” sarebbero attive nei Paesi Bassi. Il risultato emerge da un’indagine del ministero della salute, commissionata dal parlamento, preoccupato che queste pratiche spacciate per scienza possano provocare danni su giovani vulnerabili, soprattutto nelle comunità religiose più chiuse.

Una maggioranza parlamentare, che include anche i partiti di sinistra, chiede che queste pratiche vengano messe al bando. Secondo la ricerca, sarebbero i giovani di comunità religiose, soprattutto di quelle cristiane più radicali, quelli più esposti alla pressione di non manifestare il loro orientamento o nei casi peggiori vengono criminalizzati e subiscono pesanti pressioni psicologiche.

Come funzionano queste “terapie”? Stando a NOS, che ha intervistato due ricercatori, si tratterebbe di sedute di ascolto simili a quelle dallo psicologo o dallo psichiatra. In alcuni casi, sarebbero semplicemente conversazioni con un pastore. Ma i risultati dell’indagine sono piuttosto preoccupanti, dicono i ricercatori: benchè la scelta di sottoporsi ad una terapia sia spesso non imposta, i risultati sulla psiche di persone fragili sarebbero devastanti. Molti giovani crescono con sensi di colpa e temono il loro orientamento, sentendo la necessità di ‘ripararlo’, hanno spiegato i ricercatori.

La ricerca non sarebbe ancora ultimata: entro fine mese, infatti, dovrebbero essere presentate al parlamento delle proposte per intervenire. L’associazione COC, il più importante gruppo a sostegno dei diritti LGBTIQ chiede un divieto immediato di queste pratiche.