“Mi sento in colpevole per quei costi, ma non abbiamo altro posto dove andare”, ha detto Bushra del collettivo dei rifugiati “Wij Zijn Hier”. La sua risposta arriva all’emittente NOS che le chiedeva conto di quanto riportato dal quotidiano Telegraaf, secondo il quale, i costi sostenuti dal comune di Amsterdam per il gruppo di richiedenti asilo “sans papier”. Secondo speculazioni del giornale, il costo per la collettività ammonterebbe a 1,3milioni di tasse. I rifugiati, dal 2012, vivono in edifici occupati.

“Wij Zijn Hier” è un collettivo di 150 persone che da oltre quattro anni ha inscenato una protesta contro l’atteggiamento di chiusura del governo sulla questione rifugiati.

 

Amsterdam ha, come altri comuni, adottato la cosidetta politica del “bbb” (bed, bath, bread) ossia il sostentamento minimo anche per i richiedenti asilo ai quali avessero respinto la domanda anche se, questa misura, è valida solo dalle 23 alle 7 del mattino. Durante la giornata, ai migranti, non resta che trovare altri posti.

Secondo l’amministrazione comunale, il ripristino del Vluchtgemeente, un ex edificio di proprietà dell’amministrazione, sgomberato di recente dopo oltre un anno di occupazione, è costato oltre 200mila euro. La donna, sentita da NOS, racconta come i frequenti sgomberi costringano -spesso- il gruppo di profughi a lasciarsi dietro molti oggetti.

I costi per il gruppo di richiedenti asilo, dice il comune di Amsterdam, sarebbe di 1,13 milioni, e non 1,3 milioni, come riportato dal Telegraaf.

La maggior parte dei soldi spesi, circa 900mila euro, è andato per un progetto pilota quando i richiedenti asilo rimasero per sei mesi nel cosiddetto Vluchthaven.

In uno dei nuovi edifici occupati, il proprietario avrebbe una destinazione d’uso pertanto il gruppo è ora in attesa di un prossimo sgombero.