Benaouf A., un amsterdammer di 31 anni è stato condannato in appello dal tribunale di Amsterdam a 12 anni di carcere per aver pianificato nel 2012, insieme ad altri, l’omicidio di Najeb Bouhbouh un nome ben noto dell’underworld criminale della capitale. Nella sentenza di primo grado, i giudici gli avevano inflitto una condanna a 10 anni.

L’esecuzione avvenne ad Anversa, in pieno giorno, ed è considerata da molti la bomba che ha fatto esplodere la guerra tra gang rivali che insanguina Amsterdam da oltre 3 anni.

Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 18 anni per concorso in omicidio ma i giudici hanno riconosciuto Benaouf A. colpevole solo di aver pianificato l’esecuzione. Tra le circostanze aggravanti, il taglio altamente professionale dell’operazione e la spregiudicatezza di aver agito in pieno giorno: secondo i giudici, nessun passante è rimasto ferito solo per pura casualità e non per calcolo dei malviventi.

L’omicidio è stato compiuto in Belgio da un gruppo di uomini a bordo di una BMW noleggiata in Germania. Tra quegli uomini, ci sarebbe stato anche Benaouf A. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, un sms sarebbe stato ricevuto dagli uomini in auto, inviato probabilmente dal loro uomo Chris Bouman, morto suicida, per avvertirli che l’operazione poteva partire. Bouman si trovava sulla piazza dell’hotel dove il trafficante Bouhbouh alloggiava. L’sms sarebbe partito da un telefono in possesso di Benaouf. Secondo alcune intercettazioni ordinate dal tribunale sui telefoni di amici di Benaouf, sarebbe emerso il ruolo diretto del pregiudicato ma i giudici ritengono che l’uomo non abbia mai lasciato la BMW.

Benaouf A. era scampato, sul finire del 2012, ad una vendetta della gang a cui faceva capo Bouhbouh; l’uomo venne raggiunto da una raffica di proiettili nello Staatsliedenbuurt ed è vivo per miracolo. I due giovani che erano con lui, sono stati invece uccisi.