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100 anni di suffragio femminile. La mostra sul diritto di voto al Museo Groninger

Tra documenti storici, poster e fotografie una particolare attenzione è rivolta alla figura di Aletta Jacobs, pioniera nella lotta per il diritto al voto delle donne

Il 9 maggio 1919 è una data memorabile per la storia dei Paesi Bassi. Proprio in quel giorno, infatti, la Tweede Kamer olandese approvò l’emendamento sul suffragio universale, garantendo indistintamente il diritto di voto a uomini e donne che avessero compiuto 23 anni.

Con l’intento di commemorare il 9 maggio del 1919, il Museo Groninger ha organizzato Struggle! 100 Years of Women’s Suffrage, una mostra dedicata alla vittoria delle donne nella dura lotta per il diritto di voto.

Poster, striscioni, fotografie, cartoni animati, ritratti, dipinti e altri documenti storici, tra cui l’articolo originale che ha modificato la legge olandese sono al centro dell’esposizione. In particolare, uno dei ritratti protagonisti è quello della la dottoressa e femminista di Groningen, Aletta Jacobs.

La Costituzione del 1848 non stabiliva esplicitamente che il diritto di voto si applicasse solo agli uomini. Secondo la legge, si doveva pagare una certa somma di tasse per votare ed essere. All’epoca le donne erano emotivamente inaffidabili e abbastanza incompetenti e quindi non avevano diritti civili.

Nel 1883, sfruttando le lacune delle leggi olandesi, tentò di candidarsi ad Amsterdam ma la sua candidatura fu palesemente rifiutata. Ciò portò a una revisione costituzionale nel 1887, in cui si affermava esplicitamente che il diritto di voto si applicava solo agli uomini.

Divenuta presidente dell’Associazione per il suffragio femminile nel 1903, la Jacobs ha ricoperto un ruolo cruciale nella lotta per il diritto al voto.

Una donna che ha conquistato il rispetto e l’ammirazione di un’intera nazione, ricordata soprattutto per i numerosi viaggi compiuti in America e in Europa nel tentativo di combattere per una giusta causa.

La mostra, aperta al pubblico fino al 15 settembre, vede il coinvolgimento del professoressa di storia moderna dell’Università di Groningen, Mineke Bosch, in qualità di curatore della mostra e di Egge Knol, curatore di storia del museo.


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