Un terzo dei teatri olandesi e delle sale concerto, che sono stati chiusi a partire dal 12 marzo a causa del coronavirus, rischiano di collassare prima dell’estate, secondo quanto riportato da un sondaggio dell’associazione del settore VSCD. “La catastrofe riguarda tanti piccoli teatri, che hanno un ruolo importante all’interno dei vicinati per quanto riguarda la loro funzione sociale nelle piccole municipalità. Ma anche i più grandi come il De Doelen di Rotterdam saranno colpiti dalla crisi. Dopo l’estate non esisteranno più senza un intervento del governo”, ha riferito il direttore della VSCD Gabbi Mesters a ANP.

La ministra dell’educazione, della cultura e della scienza ha già riservato 300 milioni di euro per sostenere le istituzioni culturali e aiutarle ad attraversare la crisi causata dal coronavirus. Purtroppo i fondi riguardano solo le istituzioni che ricevono finanziamenti dal governo e lasciano fuori i teatri e le compagnie che costituiscono i tre quarti di tutte le performance dei Paesi Bassi, secondo quanto riportato da Mesters. Gli stessi musei municipali e delle città, il 70% del settore museale, non è coperto dai finanziamenti.

“C’è molta buona volontà, ma i teatri semplicemente non possono permettersi di funzionare con presenza ridotte del 70% percento. Non solo perdi sulla vendita dei biglietti, ma anche sugli introiti dell’horeca. Anche tutte le attività per cui i teatri venivano affittati stanno scomparendo”, ha detto Mesters nella stessa intervista. Secondo lui, il governo dovrebbe promettere sussidi pari a 55 milioni di euro per prevenire il collasso dei teatri e delle sale concerto.

Il settore culturale è importante economicamente, contribuisce al 4% del Pil olandese e al 4,5% della forza lavoro totale. “In questo periodo di confinamento le persone stanno inoltre realizzando ora più che mai l’importanza della cultura, della musica e delle performance. Questo sentimento dovrebbe sicuramente essere tradotto in supporto dal governo”, ha concluso Meisters.