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Referendum in Turchia, l’Europa tace. Critiche ad Erdogan ma timore per la tenuta dell’accordo sui rifugiati

Tutti contro Erdogan ma senza posizioni eclatanti. L'OCSE: standard internazionale non rispettato

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Referendum in Turchia, l’Europa tace. Critiche ad Erdogan ma timore per la tenuta dell’accordo sui rifugiati

Non un solo paese dell’Unione europea, Paesi Bassi inclusi, si è congratulato con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan per la sua vittoria nel referendum costituzionale di Domenica scorsa. I risultati previsti mostrano che il 51,4 per cento dei turchi ha votato ‘sì’ in un referendum che dà ad Erdogan più potere, e tecnicamente, la possibilità di governare la Turchia fino al 2029. Ma invece di congratulazioni, un certo numero di stati UE ha risposto con critiche e ammonimenti, dice il Volkskrant.

Se da un lato tutti tacciono, dall’altro le cancellerie europee sono preoccupate per le conseguenze che il risultato potrà avere sul piano politico: l’accordo per bloccare i rifugiati firmato nel 2015 con il governo turco e soprattutto la presenza di milioni di turchi nei paesi UE (Germania, Francia e Olanda in testa)

Il cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente francese Francois Hollande e il Ministro degli affari esteri olandese hanno tutti sottolineato lo stretto margine di vittoria. “I risultati mostrano che la società turca è profondamente divisa e che l’esito pone grande responsabilità nelle mani della leadership turca e del presidente Erdogan”, ha detto Merkel.

Koenders ha rilasciato una dichiarazione simile: “Il risultato indica che la popolazione è divisa e il governo turco dovrà attenersi alle raccomandazioni del Consiglio d’Europa, nell’interesse della democrazia, nell’interesse della legge e per prevenire ulteriormente un’eventuale polarizzazione.

Koenders e Hollande hanno avvertito che i piani annunciati da Erdogan di reintrodurre la pena di morte “significano la fine del sogno europeo” per la Turchia, ha chiosato il ministro uscente al Volkskrant.

Secondo l’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo in Europa, il referendum non avrebbe rispettato gli standard internazionali.

Il più grande partito di opposizione in Turchia, il centro-sinistra CHP chiede l’annullamento del referendum.

 

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