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MH17, le autorità russe ed ucraine ostacolano le indagini sul disastro MH17: le parole del PM

A quasi tre anni dal disastro aereo, le indagini sono difficili

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MH17, le autorità russe ed ucraine ostacolano le indagini sul disastro MH17: le parole del PM

Il pubblico ministero ha scritto su un bollettino digitale –creato per tenere informati i parenti delle vittime – che l’inchiesta sul disastro MH17 si trova in una fase difficile.

Come riportato da RTL Nieuws, un primo problema è la scarsa presenza di testimoni che hanno risposto all’appello a dicembre. La chiamata è avvenuta in Ucraina e ai potenziali testimoni è stata offerta una riduzione della condanna se si fossero presentati. Ci sono state reazioni, “ma non abbastanza” secondo il quotidiano.

I ricercatori stanno ancora analizzando una grande quantità di dati telefonici. “Servirà molto tempo e un impegno non indifferente: ci sono milioni di file e migliaia di telefonate registrate“. Su questo fronte il gruppo di indagine si trova anche nel bel mezzo di una “procedura legale complessa” con l’Ucraina.

I servizi segreti di Kiev hanno registrato numerose telefonate e raccolto una grande quantità di dati nei giorni precedenti al disastro MH17.

I dati però sono riservati e non fanno parte dell’indagine MH17; solo alcuni di questi sono stati inclusi nella  procedura legale; ciò significa che gli investigatori riceveranno nuove informazioni, a quasi  tre anni dal disastro.

Anche la cooperazione con la Russia è problematica, ha scritto il Procuratore. Quest’ultimo nell’ottobre del 2014 ha richiesto immagini radar e solo due anni dopo i russi hanno consegnato un fascicolo ma le immagini erano sul software russo e non era stato incluso nessun manuale. Stando alle parole del PM,”è stato perso un sacco di tempo” per tradurre il software ed imparare ad utilizzarlo.

Altre richieste legali sono state fatte alla Russia: consegnare le immagini in un formato standard e i dati provenienti da un’altra stazione radar. Non è stata ancora ricevuta alcuna risposta.

Alla fine il Procuratore ha rivelato che il gruppo investigativo ha ricevuto una email misteriosa da un certo “Volf” nel febbraio di quest’anno. Volf ha definito l’indagine olandese “non obiettiva” e ha scritto di possedere importanti informazioni, minacciando di inviare un file a tutti i parenti. Secondo il giornale, “il rapporto conteneva 82 foto e descriveva scenari alternativi”.

La ricerca relativa a questo fantomatico Volf, ha rivelato che l’uomo non è effettivamente entrato in contatto con i parenti delle vittime.

Il 17 luglio 2014 il volo MH17 della Malaysia Airlines è stato abbattuto sull’Ucraina orientale. Tutte le 298 persone a bordo vennero uccise. Finora le indagini hanno rivelato che l’aereo è stato colpito da un sistema missilistico BUK partito da un campo controllato da separatisti pro-russi.

Il sistema missilistico è stato spostato dalla Russia al campo ucraino e poi riportato alla base dopo che l’aereo passeggeri è stato abbattuto; questa la versione “occidentale”.

Alcuni parenti delle vittime hannlio recentemente annunciato di voler denunciare l’Ucraina per non aver chiuso lo spazio aereo sul Donbass nonostante la sua notoria pericolosità.

 

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