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Studio: GeenStijl, Powned e altri siti populisti fomentano l’odio contro l’Islam. Il blog si scaglia contro la ricercatrice

GeenStijl ha risposto, puntando il dito sull’emittente NPO, anziché alla ricerca stessa ed elogiando il sito ThePostOnline

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Studio: GeenStijl, Powned e altri siti populisti fomentano l’odio contro l’Islam. Il blog si scaglia contro la ricercatrice

La ricercatrice Ineke van der Valk dell’Università di Amsterdam ha dichiarato a NPO Radio 1 che i siti controversi GeenStijl e Powned utilizzano un linguaggio islamofobico e contribuiscono al crescente sentimento anti-musulmano nei Paesi Bassi.

Van der Valk da anni studia la discriminazione nei confronti dei musulmani. Quest’anno ha analizzato i blog postati da GeenStijl e Powned sin dagli albori, rispettivamente nel 2003 e nel 2013, fino alla fine del 2015. In totale ha trovato 18 mila articoli riguardanti musulmani o l’Islam e 260 mila commenti sulla questione.

I siti web spesso dipingono la popolazione come minaccia politica o culturale, secondo l’analisi di Van der Valk. “Esiste un’intera categoria di parole come deserti, età medievale, ecc. per sottolineare che i musulmani sono sottosviluppati e indietro. Si tratta di una presentazione negativa rispetto all’auto-presentazione positiva. Con ciò vogliono dire: ‘noi siamo parte di questa epoca, più sviluppati e sappiamo come funzionano le cose’. Non è un’offesa in sé, ma nel contesto sottointendono che i musulmani sono indietro”, ha dichiarato Van der Valk all’NPO.

Non è stata sorpresa che la scorsa settimana un gran numero di donne ha chiesto di boicottare GeenStijl a causa delle affermazioni di sessismo. “Quello che appare nel giornale riguardo gli insulti ai giornalisti, è un discorso in cui mi sono imbattuta anche nella mia ricerca: quando si tratta dei musulmani, spesso coinvolge donne. Si rivolgono a loro in termini di “prostitute”, utilizzando un linguaggio estremamente sessista”.

GeenStijl ha risposto, puntando il dito sull’emittente NPO, anziché alla ricerca stessa ed elogiando il sito nazionalista  ThePostOnline. “Buongiorno Paesi Bassi! Che voi oggi dobbiate lavorare è ovviamente anche colpa nostra, ma per fortuna una gran parte dei vostri centesimi guadagnati sono destinati all’emittente statale in modo che possa continuare a essere le nullità che sono. Lunga vita al TPO. A morte NPO”, ha scritto GeenStijl.

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