Fratelli Marelli, 30 plus, esportatori di Rock&Swing italiano. Italia – Haarzuilens

Esprimere l'Italianitá attraverso il Rock&Swing: la storia dei Fratelli Marelli

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Fratelli Marelli, 30 plus, esportatori di Rock&Swing italiano. Italia – Haarzuilens

“Chi siete, come gruppo?”

“Siamo i Fratelli Marelli e facciamo Rock&Swing italiano da più di 10 anni. Il gruppo orginario era composto da Pedro e Francesco. Un anno fa si è aggiunto Lorenzo, che ha portato una voce diversa”

“Presentatevi come individui”.

” Pedro,  ho 35 anni e sono originario Argentino.  Suono il contrabbasso”.

“Lorenzo,  abruzzese ed ho 31 anni…Suono la chitarra, sono la voce del gruppo e quello che diverte”

“Francesco, 33 anni, toscano, violino e…Telefono”.

“Perchè vi trovate ad Haarzuilens?”

“Ci stavamo esibendo in Italia e tra gli spettatori c’ erano due olandesi che collaborano con l’ evento di cui siamo ospiti oggi. Gli siamo piaciuti, ci hanno chiesto se volevamo partecipare ed abbiamo accettato. Ora siamo qui. Precisamente alloggiamo a Niewdorp, in villaggio qui vicino. Siamo in una piccola pensione da 10 e lode. Ci hanno fatto sentire a casa, siamo coccolati”.

“Che idea vi siete fatta dell’ Olanda?”

“Si beve bene…Ci sono le pecore, è come stare a casa mia…Mancano gli arrosticini”.

“Ieri siamo stati ad Amsterdam, non è male…Era piena di Italiani in centro e nel quartiere a luci rosse…L’ idea che ci siamo fatti dei nostri connazionali qui, in quella situazione, è stata di fastidio: sempre ubriachi, sempre fumati, sempre a puttane…”

” Come vi trovate con il pubblico locale? Apprezzano le vostre esibizioni?”

” Quello olandese non é un pubblico difficile: sembrano gente serena, se riconoscono le canzoni partecipano attivamente…Mi pare gente a cui piace godersela…Diversamente dagli Svizzeri…Lí le vibrazioni non sono state ottime.”

” Come vi trovate nell’esportare un genere di musica italiana cosí particolare? ”

” Abbiamo la fortuna di esprimerci con un linguaggio che é riconosciuto ovunque, quello delle note e della melodia. Inoltre il nostro idioma nativo piace ovunque, non importa che comprendano il testo alla fine…Ció che rimane é la sensazione di quello che riusciamo ad esprimere, ed il ritmo.”

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