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#eggsgate, il dilemma degli allevatori: abbattere le galline o “pulirle”?

Secondo NOS, a differenza della febbre aviaria, la contaminazione da firponil non richiede l'abbattimento dei polli

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#eggsgate, il dilemma degli allevatori: abbattere le galline o “pulirle”?

Centinaia di migliaia di polli sarebbero già stati abbattuti a causa dell’infezione di fipronil e il numero potrebbe aumentare. L’Organizzazione degli avicoltori olandesi LTO Nederland stima che un milione di galline seguirà nei prossimi mesi.

Non è la prima volta che le aziende di pollame eliminano i loro animali: a causa dell’influenza aviaria nel 2014 e nel 2016 sono stati centinaia di migliaia i polli e le galline abbattuti.

Questa volta però è diverso: con l’epidemia di aviaria le autorità sanitarie avevano dato ordine di eliminare intere fattorie in via preventiva. Troppo alto il rischio di contagio e troppo pericolosa la situazione per la salute umana. Ma ora è diverso.

Uccidere i polli o praticare una muta forzata?

Con il fipronil, scrive NOS, gli agricoltori hanno una scelta: pulire l’ambiente dalle tracce di fipronil o eseguire una muta forzata. In quest’ultimo caso, viene cambiata loro l’alimentazione e si favorisce la perdita delle penne, lo smaltimento di grasso e quindi la possibilità di eliminare il pesticida. In questo caso gli animali rimangono in vita ma il processo è lungo, può richiedere fino ad 8 settimane, dispendioso e non garantirebbe risultati certi.

Secondo Eric Hubers, dell’associazione di avicoltori, intervistato da NOS la muta forzata ha senso per galli e galline giovani, non per animali già destinati alla macellazione. Il rischio enorme, inoltre, è che -nonostante la muta forzata e la pulizia a fondo degli ambienti- tracce di fipronil restino nelle voliere o nel cortile.

 

 

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