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UNDERGROUND

Anarchistische bibliotheek, l’isola del sapere antagonista nella capitale delle multinazionali

Scopo della biblioteca a è evitare la dispersione dell’esperienza dei movimenti antagonisti e libertari degli anni ’60 e ’70 

di Cecilia Terenzoni

 

L’OCII, a pochi passi da Vondelpark è uno spazio sociale ben noto tra gli appassionati di cultura underground e musica punk. Meno nota è il suo cortile sul retro, il Bollox, occupato nel 1984 e legalizzato nell’89’,è la sintesi e la sinergia di diverse realtà sociali e culturali; ospita una cucina popolare “fai da te”, un ristorante, una sala concerti, diversi laboratori per artisti e artigiani e la Anarchistische Bibliotheek.

Quest’ultima merita una particolare attenzione per la sua offerta e la sua coerenza: l’anarchistische bibliotheek è l’unica biblioteca di Amsterdam specializzata in testi politico-sociali su anarchia, socialismo e cultura underground. Nata 15 anni fa grazie ad un’iniziativa dell’AGA (Anarchistische Groep Amsterdam) è gestita da un gruppo di attivisti anarchici che si occupa del prestito dei libri, ma anche di aggiornare il catalogo con nuovi testi.

Un gruppo politico militante che, sulle orme di Bakunin, Proudhon e Malatesta, va controcorrente cercando di mettere in pratica i principi solidaristici che aspirano ad un mondo senza gerarchia, sfruttamento e repressione.

Nella stanza, tra gli scaffali colmi di libri, manifesti e locandine sono posizionati un piccolo tavolo da lettura e un bancone.

La bibiblioteca, che festeggerà il 2 Settembre prossimo il suo quindicesimo anniversario, offre una vasta collezione di testi dai classici anarchici alle pubblicazioni più recenti su teorie economiche, sull’arte radicale, sulle infiltrazione governative e sulle occupazioni.

Altri temi sono l’antifascismo, la liberazione degli animali, il femminismo, l’ecologia, la storia e alcune biografie. I libri in prestito si possono trovare in olandese, inglese, spagnolo, francese e tedesco.

“Abbiamo qui libri rari su pensatori radicali e testi difficili da trovare in una “biblioteca mainstream”, dice un volontario.

Scopo della biblioteca è la costruzione di un ampio progetto politico e culturale teso non solo ad impedire la dispersione dell’esperienza dei movimenti antagonisti e libertari degli anni ’60 e ’70 ma anche a diffonderne le elaborazioni e le intuizioni, tentando di tradurle nel quotidiano.

Nel corso di questi anni, la struttura ha mantenuto fedelmente il suo carattere ed una identità precisa, nelle singole iniziative come nella gestione generale, mirando a realizzare nel quotidiano la prospettiva anarchica cui ha sempre teso.