CULTURE
View on Amsterdam: protagonista del Light Festival 2016 è la capitale

Il più celebre festival di arte e luci d'Olanda, dedica questa edizione ad Amsterdam

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View on Amsterdam: protagonista del Light Festival 2016 è la capitale
di Paola Pirovano
photo credits: Martina Bertola

Sui canali di Amsterdam si iniziano a scorgere dei sorprendenti oggetti luminosi: un cane rosa, dei tulipani giganti, una scritta che inneggia all’amore, un arcobaleno.

Ben diverse dalle classiche illuminazioni natalizie, sono solo alcune delle installazioni realizzate nell’ambito dell’ Amsterdam Light Festival, visibili fino al 22 gennaio 2017.

Arrivata alla sua quinta edizione, questa mostra sotto le stelle è ormai diventata un appuntamento immancabile dell’inverno della capitale.

Come ogni anno, il festival si snoda lungo i canali principali della città proponendo una serie di opere prodotte specificatamente per l’occasione attorno a un tema comune. Quest’anno il direttore artistico del festival Rogier van der Heide ha chiesto agli artisti di immaginare un’opera in relazione diretta con Amsterdam: il tema View on Amsterdam ha ispirato la fantasia di più di 500 artisti di 45 Paesi diversi, tra cui la giuria ha selezionato i 35 progetti più interessanti.

Gli artisti hanno interpretato questo tema nei modi più diversi: ne è un esempio l’artista russa Tatiana Titova che con la sua scultura Wolfert’s Dog a forma di cane reinterpreta la leggenda alla base della creazione di Amsterdam. Si racconta infatti che un principe nordico fondò la città nel punto in cui il cane del pescatore frisone Wolfert lo portò dopo una terribile tempesta…e fu proprio sulla foce del fiume Amstel.

Un altro esempio di lavoro sulla storia della città è l’installazione Blueprint dell’artista Reier Pos che investe come una ragnatela luminosa lo Scheepvaartmuseum raccontandone non solo la struttura architettonica, ma anche la storia della Compagnia delle Indie Orientali VOC e il legame indissolubile tra Amsterdam, il mare e i commerci.

Anche l’opera del collettivo Motion Paintings si interessa alla storia della città: simbolicamente proiettato sull’edificio che ospita gli archivi municipali, il murales A window in Time è un tuffo tra il passato e il presente della capitale.

Alcuni artisti si sono concentrati sui simboli più popolari legati a Amsterdam e l’Olanda: tra questi non può mancare ovviamente il tulipano, reinterpretato in scala monumentale dall’ungherese Peter Koros con l’opera Bunch of Tulips. I designers italiani Aether&Hemera riprendono invece la classica immagine da cartolina dei campi di fiori che si perdono nell’orizzonte, proponendone una versione poetica con l’opera Flower Strip fatta di luci galleggianti sull’acqua scura dei canali.

Lo studio Choi+Shine Architects si appropria del copricapo tradizionale di pizzo bianco delle donne olandesi per farne un’installazione che sembra librarsi in volo. The LACE è un’opera delicata e che si distingue da tutte le altre per il fatto di non essere realizzata in materiale luminoso, senza però perdere il carattere effimero e mutevole della luce.

Un’interessante riflessione su questi simboli nazionali è l’opera Souvenir di Erik Kessels: di fronte al turismo di massa e la mania di possedere un oggetto-ricordo, l’artista olandese ci fa notare che “memories are souvenirs too”, proprio di fianco a Leidsestraat e al mercato dei fiori, dove abbondano i negozi di magneti e altre chincaglierie.

Altre opere si concentrano sull’immagine tollerante e multiculturale di Amsterdam: l’arcobaleno Bridge of the Rainbow riprende i colori della comunità LGBTQIA per rendere omaggio alla politica di apertura verso tutti gli orientamenti sessuali.

Together è l’opera degli artisti italiani Luigi Console e Valentina Novembre che urla a lettere cubitali “Pericolo. L’amore è contagioso”. La scritta in 5 lingue diverse si ricollega alla tradizione dell’arte concettuale, in cui la parola e il neon sono spesso associati. Ma fa pensare anche al carattere multiculturale di Amsterdam, dove si incontrano 180 nazionalità diverse: l’amore è alla base del vivere insieme? perché dovrebbe essere un pericolo? e sicuri che la percezione di questa scritta sarà la stessa in tutte le lingue e culture?

Infine, non poteva mancare un riferimento al simbolo più popolare della città olandese: la mitica bicicletta. 15000 and more dello Studio Klus si riferisce alla statistica che stima in ben 15000 il numero di biciclette che ogni anno vengono trovate nei canali. Ma è anche una domanda aperta a cosa questo comporta per la città in termine di sostenibilità, gestione dei rifiuti e viabilità.

Una modalità di lavoro che associa la poesia dell’opera a una riflessione sulla città, che sembra essere il filo conduttore di molte delle opere presentate durante il festival. Ciò è reso possibile dalla peculiarità di questa mostra, che chiede agli artisti di immaginare delle opere per un luogo specifico: un’occasione unica di scoprire o ri-scoprire la città alla luce dei neon.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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