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Adri, guida museale e ipovedente: la passione e la “vista tattile” per superare le barriere

“Nel 1992 scoprii che sarei diventato ipovedente e da quel momento fu per me una priorità, capire come riavvicinarmi al mondo artistico”

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Adri, guida museale e ipovedente: la passione e la “vista tattile” per superare le barriere

di Martina Bertola

 

“Nel 1992 scoprii che sarei diventato ipovedente e da quel momento fu per me una priorità, capire come riavvicinarmi al mondo artistico”. Adri Hopman, grande appassionato d’arte, lavora come guida per non vedenti.

La malattia l’ha condotto attraverso la riscoperta di un mondo apparentemente precluso a chi non vede, attraverso un percorso che gli ha consentito via via di imparare ad utilizzare altri strumenti per ammirare un dipinto o una scultura: la punta delle dita, l’olfatto e l’udito.

“È stato ed è tutt’ora un cammino assai difficile, perchè la natura di molte opere artistiche le porta a non essere adatte al tatto, e renderle accessibili diventa un lavoro costante e una ricerca continua”, ci ha spiegato Adri.

Diventando membro della OogFonds, ente che si occupa di espandere l’accesso all’interno del contesto artistico per ciechi e ipovedenti, Adri ha contribuito allo studio di tecniche innovative e funzionali, le quali hanno piano piano aperto sempre più porte a chi è affetto da disabilità visiva. Partendo dall’opportunità di toccare un’opera, unita alla spiegazione di un’audioguida, questi ultimi tornano a godere di un mondo che non vuole ammettere disuguaglianze.

Rendere accessibili questi percorsi museali, tuttavia, non è semplice. Sono necessarie risorse economiche, ricerche e personale qualificato, ma la difficoltà risiede anche nel fatto che non tutti i ciechi e gli ipovedenti sono uguali. Ognuno ha un diverso grado di disabilità e una reazione differente alla luce. Alcuni possono vedere i colori, anche se solo in gradazioni accese, altri invece intuiscono soltanto la presenza di luce più o meno intensa.

Secondo Adri l’Olanda sta migliorando il livello di attenzione verso chi ha delle disabilità: “A dire il vero,  Olanda -fino a qualche anno fa- era molto indietro sull’accessibilità, ma a poco a poco abbiamo cercato di portare i responsabili dei Musei più importanti ad aprirci le porte, e oggi posso affermare con certezza che la situazione è migliorata sotto molti punti di vista”. Egli ha inoltre sottolineato come la ragione ultima sia proprio quella di abbattere ogni muro, ed esempi come il “Feeling Van Gogh Project” al Museo Van Gogh di Amsterdam sono significativi.

Partecipare alla vita della Fondazione gli richiede grande impegno e dedizione. Una volta al mese per i membri ciechi o ipovedenti, si tengono giornate dedicate a visite museali, giardini o quartieri cittadini. Numerosi sono i workshop di scultura e pittura. Inoltre una volta l’anno si organizza un viaggio con più di 60 persone.

Nell’ambito di tali giornate Adri, insieme agli altri membri della Fondazione, si occupa di presentare, a chi ancora non ne è a conoscenza,le tecniche di pittura e scultura utilizzate dai non vedenti.

 

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